Tutto quello che si deve sapere....
[ 28/11/2008 ]




Anche in Uk la licenza per dj supportata da MCPS e PPL che autorizza la copia di cui si possiede l'originale nei vari formati: vinile, CD, MC, file audio, per usufruire della possibilità di esecuzione in pubblico per il dj, il musicista, tecnico Trainer di palestre ecc. Tra le FAQ la domanda: perchè devo pagare un autorizzazione a ProDub se ho già aquistato la musica che sto copiando?
la risposta: quando si compra un Cd o un file MP3 e solo per uso personali. Ecco perchè nei dischi compare la scritta è vietata la copia, nolleggio, radiodiffusione... se fate delle copie per poi usarle nel djing, palestre o qualsiasi altra prestazione pubblica, bisogna ottenere un autorizzazione in questo caso dalla ProDub.
L'autorizzazione di ProDub permette che faccia delle copie uso  lavoro di materiale che non possiedo personalmente?
No, l'autorizzazione di ProDub non permette che si facciano copie di materiale dischi, CD file legalmete aquistati di altre persone,
la licenza è personale e legata al materiale che si possiede leggittimamente, i propri Vinili, Cd o file acquistati dai digital store...
www.produb.co.uk 


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Sassari 20 Agosto c'èra anche il dj Veneziano Tommy Vee tra le dodici persone, sei disc jockey denunciati  Tommy Vee estraneo alle denunce...


http://www.diritto-oggi.it/archives/00034710.html


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 L'APPE  Associazione provinciale pubblici esercizi. organismo sindacale dei Pubblici Esercizi categoria che, sin dal 1945 rappresenta nella provincia di Padova, chi opera in:  birrerie, pubs, locali da ballo, ecc...


Ha recentemente inviato questa segnalazione  da parte del responsabile dell'ufficio comunicazione dell' APPE di Padova, 


LE NORME SUL DIRITTO D’AUTORE RELATIVE ALLE SANZIONI PENALI E AMMINISTRATIVE PER CHI DETIENE, DIFFONDE E FA ASCOLTARE IN PUBBLICO OPERE MUSICALI PRIVE DEL CONTRASSEGNO ORIGINALE SIAE


Il Decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68 di modifica e integrazione della legge 22 aprile 1941, n. 633 sulla protezione del diritto d’autore, ha introdotto tra l’altro nuove e più estese fattispecie illecite ed il pesante inasprimento del sistema sanzionatorio penale e amministrativo, che include anche possibili provvedimenti di sospensione delle licenza fino a tre mesi da parte del Questore.
Si invitano pertanto le aziende associate ad adottare le seguenti immediate iniziative:
a) Informare preventivamente i disk jockey sull’obbligo di utilizzare, senza eccezioni, solo compact disk e/o altri supporti musicali muniti di contrassegno SIAE;
b) Controllare preventivamente che i supporti musicali che i D.J. introducono e utilizzano nel locale sono effettivamente muniti di contrassegno SIAE;
c) Inserire in tutti i contratti con disk jockey la seguente clausola: “il D.J. si obbliga ad utilizzare esclusivamente supporti musicali muniti di contrassegno SIAE, pena la automatica risoluzione del presente contratto e il risarcimento dei danni prodotti al titolare del locale in caso di inosservanza, da parte di esso disk jockey, delle disposizioni della legge n. 633/1941, come modificata, da ultimo, dal D. Lgs. 68/03”.
Al fine di limitare il pericolo di incorrere nelle gravi conseguenze previste dalla legge, una volta fornite le informazioni e svolti gli accertamenti suddetti, si consiglia vivamente ai gestori di far sottoscrivere ai disk jockey impegnati nel locale, con qualsiasi modalità di rapporto di lavoro, la dichiarazione che viene qui di seguito pubblicata.
Tale dichiarazione andrà sottoscritta altresì, oltre che dal gestore per presa visione, almeno da due testimoni e conservata nel locale, per essere esibita in caso di controlli e/o contestazioni.


VI RICORDIAMO CHE DA PIU' DI ANNO E' DECADUTO QUESTO ACCORDO STIPULATO TRA SIAE -SILB E SCF


QUALSIASI RICHIESTA DI SOTTOSCRIVERE A QUESTO ACCORDO E DA RITENERSI NULLO - IN ATTESA DI NUOVE REGOLAMENTAZIO/ACCORDI  TRA LE CATEGORIE/ASSOCIAZIONI INTERESSATE AL DIRITTO D'AUTORE, DIRITTI CONNESSI E RAPPRESENTANZE DELLA CATEGORIA DEI DJ...


CONSIGLIAMO DI USARE SEMPRE SUPPORTI ORIGINALI E/O DI PROVENIENZA LEGALE O AUTORIZZATA.



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obiezione bollino SIAE...  www.adeste.it


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a breve tutte le indicazioni sulla Licenza sperimentale per la riproduzione di composizioni musicali della SIAE per copie/lavoro...


18-Apr Siae: l'abusiva riproduzione è sempre reato Il bollino garanzia antipirateria
La Corte di Cassazione con tre sentenze ha stabilito che non costituisce reato la semplice assenza del contrassegno Siae
sui supporti contenenti opere dell’ingegno. Per altro la stessa Corte ribadisce, in modo rilevante, che “era ed è vietata
qualsiasi attività che comporti l’abusiva diffusione, riproduzione o contraffazione delle opere dell’ingegno” in violazione
del diritto d’autore. Tali attività restano passibili di sanzioni penali. Per ciò che concerne il contrassegno,
la stessa Corte ha applicato, nella sua massima estensione, il principio proposto dalla Corte di Giustizia Europea,
secondo cui il bollino Siae è qualificabile come regola tecnica.
http://www.siae.it/ 


14 Aprile 2008    Bollino Siae: perdita della tutela penale in adeguamento all’Ue


La normativa italiana si conforma alla sentenza europea sul caso ‘Schwibbert’

Il possesso e la commercializzazione di materiale audio e audiovisivo privo del contrassegno Siae non costituisce più reato. Con un pacchetto di sentenze (n. 13.853, 13.810, e 13.816) depositate lo scorso 2 aprile, la Corte di Cassazione ha infatti adeguato la normativa italiana alla sentenza sul caso ‘Schwibbert’, emessa dalla Corte di Giustizia europea lo scorso 8 novembre 2007 (vedi agenzia su E-duesse.it del 20-11-07 ‘Bollino Siae: sentenza Ue favorevole a Schwibbert’). In tale sentenza l’Ue aveva stabilito che le normative nazionali sull’obbligo di applicazione del contrassegno Siae precedenti alla direttiva comunitaria del 1983 (n. 189) costituiscono “regola tecnica” e che in quanto tale questa debba essere notificata alla Commissione Ue, pena la sua inapplicabilità. In questo caso rientra l’Italia che non ha, ancora, provveduto a tale comunicazione. La diretta conseguenza dell’adeguamento da parte della Cassazione è così la depenalizzazione di ogni contenzioso riguardante il bollino Siae (almeno fino al momento della comunicazione della normativa nazionale da parte degli organi italiani e alla successiva notifica da parte della Commissione Ue). ‘In esito alla decisione della Corte del Lussemburgo - cita la Cassazione - il giudice nazionale deve disapplicare, fino al momento in cui sarà notificata la procedura di notifica, la regola interna che impone l’obbligo di apporre sui supporti il marchio Siae in vista della loro commercializzazione’. La Cassazione precisa comunque che la sentenza Ue non va ad intaccare la normativa italiana in fatto di abusivismo e contraffazione delle opere d’ingegno e che non avrà quindi conseguenze nella lotta alla pirateria.  http://punto-informatico.it/pi.asp?id=2255435


 


 


DAL NOTIZIARIO DELL’ACEP (Associazione Autori Compositori e Piccoli Editori)


Vi ricordiamo che: "il diritto d'autore non è una tassa, bensì la giusta remunerazione per il lavoro intellettuale dell'autore".  E inoltre "la fedele compilazione dei programmi SIAE è fondamentale per la corretta ripartizione dei diritti agli autori, compositori ed editori delle opere utilizzate". A tal proposito, rammentiamo che se un programma musicale, in seguito a controlli della SIAE, risulta irregolare per oltre il 20%, oltre alla sanzione comminata al gestore del locale (in prima battuta) e al musicista direttore dell'esecuzione, se associato alla SIAE  (in seconda battuta), scatta anche immediatamente l'esclusione dalla ripartizione per un intero semestre di tutti i programmi sottoscritti da quell'esecutore e dai componenti di quel gruppo musicale.  L'esclusione dalla ripartizione si estende poi a due semestri consecutivi, in caso di recidiva. L'ACEP invita tutti gli "addetti ai lavori" (autori, compositori, editori, musicisti esecutori, gruppi musicali, impresari, gestori di locali, produttori discografici, mezzi di informazione, ecc.) a voler promuovere, in ogni modo possibile, la massima correttezza nella compilazione dei programmi SIAE.  http://www.assoacep.com/index.html


Il Giornale - 24/01/2008

Non c’è reato nello scambio telematico "peer to peer" di file audio e video. Sono in sostanza le conclusioni del pm della procura di Roma Paolo Giorgio Ferri condivise dal gip Carla Santese che ha accolto la richiesta di archiviazione di un procedimento, a carico di ignoti, aperto per violazione della legge sul diritto d’autore (la 248 del 2000) dopo la denuncia di una società. La sentenza "In assenza di una legislazione che crei una fattispecie penale ad hoc - scrive il magistrato - non appare possibile dare rilevanza in questa sede a un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione ed avente accertamenti quasi impossibili in termini di raccolta della prova". Nella richiesta di archiviazione il pm spiega che "nell’ambito della condivisione telematica del sistema peer to peer lo scambio avviene direttamente, tra due utenti finali, senza l’intermediazione di un server centrale, il quale svolge semplicemente una funzione di collegamento del tutto generica e inizialmente solo di autenticazione degli utenti, nel momento in cui costoro accedono al sistema". In questo caso, "i siti internet deputati a tale attività (www.bearshare.com, www.emuleitalia.net, www.bittorrent.com) - prosegue - si limitano ad autenticare l’utente che viene successivamente smistato verso altre reti ibride e decentralizzate in tutto il mondo". Inoltre, il sistema di sicurezza utilizzato dagli utenti "per proteggere il contenuto dei file scambiati" rende "difficile l’identificazione" e si pongono così "problemi non solo per gli esiti delle indagini, ma anche di giurisdizione perchè lo scambio che rileva spesso avviene estero su estero". Tra l’altro, spesso i mezzi investigativi sono esperibili solo in territorio estero, dove "la giurisprudenza non sempre si è espressa contro coloro che scaricano o consentono lo scarico di filmati o altri prodotti protetti dal diritto d’autore".  Un torto di natura civilistica Il magistrato aggiunge che "non sembra o almeno non è pacifico (vi sono recenti sentenze in Usa e in Spagna) che le condotte che si vogliono censurare penalmente abbiano tale rilevanza". È indiscusso viceversa che sia chi scarica da internet sia chi immette su internet commetta un torto di natura civilistica per i diritti d’autore, comunque evasi. "Ciò soprattutto perchè non sempre è ravvisabile quel lucro espressamente richiesto dalla norma penale - conclude - ma viceversa al più vantaggi del tutto indiretti e non conseguenti con certezza alla condotta da censurare penalmente".

 


SCF vince la gara dei diritti Di Antonio Ranalli Italia Oggi 11/09/2007


Chi riproduce e diffonde in pubblico musica registrata deve pagare i relativi diritti connessi. Lo stabilisce una sentenza della terza sezione penale della Corte di cassazione che, in base a quanto previsto nella legge 633 del 22aprile 1941…tutto è nato da un’ azione condotta dalla guardia di finanza che aveva sequestrato oltre 19 mila registrazioni musicali illecitamente riprodotte da un’emittente radiofonica. Il tribunale della libertà di reggio emilia aveva concesso il dissequestro , ma la corte di cassazione, accogliendo il ricorso della Procura generale di reggio emilia, ha annullato la decisione ribadendo che costituisce reato l’abusiva riproduzione di brani musicali senza che siano riconosciuti a SCFi diritti spettanti ai produttori discografici.


24/06/2007 http://www.siae.it/


31/05/2007


Ora è possibile eseguire i download della musica pubblicata da EMI senza le regole e le limitazioni imposte dalla gestione di diritti digitali (DRM). Con iTunes Plus, potrai masterizzare la musica acquistata su iTunes su quanti CD desideri, trasferirla su un numero illimitato di computer (Mac o PC) e sincronizzarla con tutti i dispositivi possibili. Poiché è codificata in file AAC da 256kbps, la musica in formato iTunes Plus è virtualmente identica alle registrazioni originali. Ascoltala e giudica tu stesso; potrai, infatti, ascoltare in anteprima tutti i brani in formato iTunes Plus prima di acquistarli.
La musica in formato iTunes Plus è ora disponibile per quanto riguarda il catalogo di molti artisti EMI, quali Vasco Rossi, Paul McCartney, i Rolling Stones, Norah Jones, Coldplay e tanti altri ancora. I brani musicali EMI senza DRM costano 1,29 €. 
Inoltre, potrai aggiornare i brani EMI già esistenti nella tua collezione iTunes, passando al formato iTunes Plus per soli 0,30 € per brano.


Queste le condizioni http://www.apple.com/legal/itunes/it/service.html


ASSUMMA: LO STATO TUTELI GLI AUTORI. Il silenzio dei cantanti. Gli artisti italiani preparano una settimana di “sciopero della musica” per fine giugno. La protesta è diretta contro il download. TopLegal, nel numero in uscita a giugno, intervista Giorgio Assumma, l’avvocato delle star che dirige la Siae... http://www.toplegal.it/approfondimento.asp?id=2796



28-05-2007 Musica, nuove tecnologie per la rilevazione dei brani
Importante novità, al via impronte digitali
 Un importante miglioramento dei servizi Siae per gli associati: impronte digitali, algoritmi, rilevazioni segrete e non più palesi e un’ immensa banca dati di tutta la musica eseguita in discoteca. Il tutto per verificare e individuare sempre meglio una mole enorme di brani e di diritti, che saranno poi suddivisi tra gli autori e gli editori delle musiche utilizzate, seguendo gli attuali criteri di ripartizione. Si tratta d’un’ iniziativa nel segno della modernizzazione e della maggiore efficienza. A partire dal secondo semestre 2007, dopo un adeguato periodo di sperimentazione, la Siae avvierà, infatti, il servizio di riconoscimento informatico dei brani relativi al cosiddetto settore del “ballo con strumento meccanico”. Una novità tecnologica di rilievo, che non modifica in alcun modo, gli attuali metodi di ripartizione dei diritti.
Ma implementa notevolmente la qualità del servizio, assicurando un migliore e più puntuale rilevamento dei brani diffusi..
http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=5602.


Bollino SIAE sotto la scure Europea... la parola ai discografici...a quando quella dei dj's?....


http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1972319&r=PI


http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1940790




 21/04/2007 


E stata emanata ieri, 20 aprile,  la tanto attesa circolare dell' Enpals che fornisce le interpretazioni dell' Ente del discusso comma 188 contenuto nella finanziaria 2007.   http://www.enpals.it/area_comunicazione/news_ed_eventi/news_0026.html


21/03/2007 - Multe Anti-Pirateria, la stretta dell' UE... Il Sole 24 ore - Repubblica -cosa cambia? Nuova direttiva del parlamento Europeo sulla direttiva intellettuale armonizzate le sanzioni penali negli stati menbri.  Si salva il Peer to Peer.. tra poco le news su djing.it 


SCARICARE NON E’ REATO? LA PAROLA all'esperto  (19/03/2007) TREND MAGAZINE
Avvocato Marco Grasselli (Padova) 
 


DIRITTO D’AUTORE E SENTENZA 149/2007


Voglio ragionare sul clamore che ha creato la sentenza della Cassazione n. 149/2007 (clamore che è destinato a placarsi [o forse già si è placato]), grazie ai titoli dei giornali e delle riviste specializzate che urlano il loro “evviva” alla liberalizzazione della circolazione delle opere di ingegno. Come sempre più spesso accade, le informazioni giornalistiche portano sulla cattiva strada. E’ davvero importante tale sentenza se e nel modo in cui viene, e soprattutto verrà, interpretata dai giudici di merito (giudici di pace e tribunali) ma anche dagli organi accertatori che, per primi, pongono l’utente di fronte al dramma di affrontare un processo penale e/o amministrativo. Prima delle riforme, infatti, la violazione della legge sul diritto d’autore (L. 633/41) veniva violata sistematicamente ogni qual volta veniva posta in essere una duplicazione, poichè la sola duplicazione veniva ritenuta abusiva e per fini di lucro. I giudici applicavano la legge letteralmente e le condanne fioccavano. Qualche magistrato ha approfondito il problema, chiedendosi se, come e quando la duplicazione fosse abusiva e/o per scopi di lucro, giungendo a conclusioni inaspettate, stando al trend cui si era abituati. Ma erano sassi nello stagno o episodi isolati? Evidentemente, qualcosa hanno mosso. I magistrati della Corte Suprema hanno colto un aspetto decisamente importante: la frammentarietà del diritto penale. Voglio qui riportare un brano dell’intervento dell’Avv. Carlo Blengino apparso su Alalex.it del 23/01/2007, intervento che ho trovato estremamente interessante e che condivido appieno. Se i diritti di sfruttamento economico dell’opera fossero tutelati quale bene primario ed assoluto che non ammette distinzioni e limitazioni, e dunque se le opere non potessero circolare ed arricchire il mondo se non su diretta volontà del loro autore senza eccezione alcuna, la fattispecie penale sarebbe assai semplice. Qualsiasi violazione sarebbe (o potrebbe esser) sanzionata penalmente con un solo articolo assai semplice. Ma così non è.” E’ questo l’aspetto importante: detto in parole meno tecniche, il diritto penale va applicato non alla lettera, ma seguendo la logica del fatto in concreto. Così si possono cogliere notevoli differenze tra una condotta e l’altra ed applicare sanzioni meno gravi o più gravi, o non applicarle affatto! Chi condivide con altri un brano musicale per il solo piacere di ascoltare buona musica, non può essere punito così come un pirata. Mentre il pirata, che duplica musica per rivenderla e “fare soldi facili” a spese altrui, va punito severamente. Ancora: chi, unicamente per scopi pratici, duplica brani per trasmetterli in discoteca (il d.j.) non può essere punito solo per questa condotta, ma va punito qualora venda tali duplicazioni. La Cassazione, a mio parere, ha seguito tale iter logico, giungendo all’importante conclusione: il fine di lucro non è nel risparmio di spesa quando vi sia uso “personale” delle copie illegittime. Attenzione: non pensiamo che da oggi si possa duplicare a piacere brani, programmi, films e quant’altro. Solo ricordiamoci che qualcuno ha capito che l’opera dell’autore (musica, film, programmi per computer) può essere definita tale solo nel momento in cui è condivisa ed apprezzata dal maggior numero di persone, senza che ciò crei danno ad alcuno e/o ingiusti profitti per altri.



E’ un piccolo passo. Speriamo nel futuro.

Avv. Marco Grasselli


E vietata la riproduzione e copia anche parziale dell'articolo senza autorizzazione di The art of djing

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---Non servono le proteste portate avanti da anni dai disk jockey italiani, continuano a fioccare sentenze su chi si presta a suonare nei locali puRoma - La notizia arriva dal Messaggero di Udine ed è quella dell'ennesima condanna di un DJ italiano per pirateria musicale: DJ Manetta, il 30enne Ernesto Massina, è stato riconosciuto colpevole di utilizzo di musica illegalmente duplicata durante una serata in un locale di Udine e per questo è stato condannato a 1800 euro di multa e quattro mesi di reclusione.  http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1903405&r=PI

 


 


Discoteche: alcol fino alle 4, in deroga - (23 gennaio 2008)


La Regione apre dopo il blitz alla Camera. I gestori: era ora, possiamo lavorare


Alcolici dopo le 2, la Camera cancella il divieto. Un blitz «bipartisan» riapre di fatto ai locali notturni la possibilità di somministrare bevande alcoliche a tarda serata: la commissione Trasporti della Camera ha abolito un passaggio decisivo nel disegno di legge di riforma sulla sicurezza stradale. Solo tre mesi fa il decreto Bianchi creava il «coprifuoco» per le discoteche dopo le due di notte: una legge collegata all’inasprimento delle pene per chi guida in stato di ebbrezza. Ora, se l’iter legislativo proseguirà, rimarrà in auge la legge regionale: ma l’assessore all’economia Fabio Gava fa capire che si possono concedere deroghe per arrivare fino alle 4 di mattina. Gli esercenti già esultano: «Ricominciamo a lavorare».
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Discoteche:-alcol-fino-alle-4-in-deroga/1976214





 


22 gennaio 2007: Occhio, scaricare file protetti rimane illegale... http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1857111&p=2&r=PI




No bollino? No party: il BLOG!!!!
Si è alzato un gran polverone mediatico intorno a questo tema di fondamentale importanza per noi lavoratori dello spettacolo. E c'è parecchia confusione sulla nuova legislazione in materia di legalità. Le regole sono cambiate, e (secondo me) lasciano dubbie interpretazioni... Ma su una cosa posso essere sicuro: il malcontento è diffuso di Edoardo Milani eddymilani@yahoo.it http://it.geocities.com/eddymilani L’intervista al Dott. Alfano pubblicata il mese scorso, ha sollevato un gran polverone e anche un po’ di disorientamento.....




 06/11/2006 Sul nuovo numero Jocks aggiornamenti sull'intervista.

Riportiamo il testo integrale dell'intervista  di Edoardo Milani al Dott. Alfano, direttore dei servizi antipirateria  di Edoardo Milani
Articolo tratto da Jocksmag di Ottobre 2006 
(Pubblicato su autorizzazione di Jocks Mag e Edoardo Milani)

(E' vietata la riproduzione anche parziale senza l'autorizzazione)

E' cambiato il modo di "usufruire" musica, ma in molti non hanno
ancora familiarità con la nuova legislazione in materia soprattutto di
file sharing, internet e masterizzazione. Facciamo il punto della
situazione con un addetto ai lavori "istituzionale".
Molto spesso parlando con altri colleghi ho notato che c'è poca
familiarità in materia di legalità nei supporti fonografici. Non è
rara la classica affermazione di chi sostiene di essere in regola
avendo copiato i propri dischi originali su pc o su cd audio magari
portando appresso gli esemplari originali o tante altre storie
diventate ormai leggende metropolitane, che nulla hanno a che fare con
la legislazione in oggetto. Visto che la legge non ammette
l'ignoranza, voglio ricordare per tutti i professionisti
l'introduzione della legge 248 datata 18 agosto 2000 e denominata
"Nuove norme di tutela del diritto d'autore" ed in particolare il
capo II, art. 14: "È punito, se il fatto è commesso per uso non
personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da
cinque a trenta milioni di lire chiunque a fini di lucro:
...abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con
qualsiasi procedimento, opere o parti di opere letterarie, drammatiche,
scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero
multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o
banche dati...". Subito saltano all'occhio alcune parole importanti
come: "abusivamente", "uso non personale" e "a fini di
lucro". Per fare maggior chiarezza ho voluto interpellare il maggior organo
preposto alla tutela del diritto d'autore e cioè la S.I.A.E., la
Società italiana Autori ed Editori rappresentata in questo caso dal
Dott. Alfano, direttore dei servizi antipirateria che cortesemente ha
risposto alle mie domande.

- Milani: Se ricevo del materiale promozionale ufficiale da una
multinazionale straniera come ad esempio un cd serigrafato con
copertina illustrata, come mi devo comportare? Posso usarlo durante una
serata?
- Alfano: "Assolutamente no!! La legge è tassativa; prevede la
vidimazione di tutti i supporti che contengano voci, suoni o immagini
in movimento. Il fatto che una multinazionale faccia questo tipo di
promozioni non legittima la stessa a sottrarsi agli obblighi di legge
relativi ad un territorio. In Italia vige quest'obbligo, come ad
esempio in Portogallo. In Germania non esiste quest'obbligo per cui
non ci sarà bisogno della vidimazione. Resta comunque il fatto che un
dj professionista che opera sul nostro territorio nazionale usando quei
supporti è fuorilegge".
- Milani: Ciò vale anche per i programmatori delle emittenti
radiofoniche?
- Alfano: "No, se l'emittente ha ottenuto l'autorizzazione della
SIAE e dell'SCF e il supporto a monte è regolare ci sarà la
possibilità di usare questo materiale o di crearne una copia
limitatamente all'uso interno dell'emittente stessa".
- Milani: Posso utilizzare per pubblica esecuzione il mio repertorio
proveniente da cd originali bollati caricati in mp3 su un personal
computer?
- Alfano: "No, non posso effettuare il cambio di supporto a
prescindere dalla provenienza del file se non per copia personale non
utilizzabile in pubblica esecuzione senza autorizzazione".
- Milani: Posso utilizzare per pubblica esecuzione un mp3 scaricato
legalmente da un sito a pagamento?
- Alfano: "Si ma solo nel caso in cui il sito stesso autorizzi la
pubblica esecuzione e abbia a sua volta ottenuto validamente
l'autorizzazione dagli autori a farne un uso pubblico".
- Milani: Come si può dimostrare che quel file è stato acquistato da
un sito legale piuttosto che scaricato abusivamente da un sistema di
file sharing per esempio?
- Alfano: "Questo resta un problema irrisolto, non esiste un bollino
e anche nel caso di codici forniti insieme al file, non esiste la
possibilità di dimostrare la legalità essendo questi facilmente
riproducibili. Siamo davanti ad un problema non di diritto ma di prova
del diritto dove appunto risulta difficile provare la legalità in caso
di un controllo. Si spera che in un prossimo futuro le nuove tecnologie
possano ovviare a questo problema".
- Milani: Questi contenuti legali possono essere inseriti in un cd per
la pubblica esecuzione?
- Alfano: "No, altrimenti ricadiamo nuovamente nella legge per cui si
necessiterebbe nuovamente di un'autorizzazione. I files devono
restare all'interno di un hard disk o della memoria in cui è stato
scaricato il file, che non sia un supporto digitale".
- Milani: A proposito di bollino, spesso siamo costretti a strapparlo
per poter aprire il supporto, oppure lo troviamo appiccicato sul
cellophane; come ci si deve comportare in queste occasioni?
- Alfano: "Anche in questo caso la legge è tassativa. Bisogna, nei
limiti del possibile cercare di conservare il bollino senza
distruggerlo".
- Milani: Mi scusi ma tutti sappiamo che il bollino è stato fabbricato
in modo tale da non poter essere staccato senza evitarne la distruzione
proprio per impedire gli abusi...
- Alfano: "Quando il bollino fa da sigillo all'apertura del box, il
mio consiglio è quello di usare un taglierino e lasciarlo dov'è:
anche se tagliato in due, resterà sempre una prova che faciliterà le
procedure in caso di accertamento. Per quanto riguarda quei bollini
incollati al cellophane, meglio è ritagliarli e conservarli assieme al
box".
- Milani: E nel caso di chi si presenta alle serate con i raccoglitori
a libro lasciando le custodie a casa?
- Alfano: "Meglio sarebbe avere con se anche le custodie e relativi
bollini. Comunque, in caso di un controllo, basterà andare a casa e
recuperare le custodie in oggetto".
- Milani: Posso utilizzare un pc con un software adatto alla
riproduzione di cd ufficiali (in pratica usare un pc come player) per
gestire una serata musicale?
- Alfano: "Assolutamente no, la riproduzione avviene attraverso il
meccanismo della copia, che può essere consentita ad uso privato ma
non per la pubblica esecuzione a scopo di lucro".
- Milani: Quando invece un dj promuove in pubblico un suo set non a
scopo di lucro per esempio con una borsa di cd masterizzati?
- Alfano: "In questo caso la legge non è molto chiara, nel senso che
si parla di uso personale. Che si possa equiparare l'uso personale
all'uso in una serata senza fini di lucro si può anche sostenere per
cui se l'organizzatore si preoccupa di pagare l'autorizzazione alla
SIAE per la diffusione della musica in pubblico, non mi sembra una cosa
grave..."
- Milani: Posso riprodurre in pubblico un cd con incisa una
composizione originale creata da me?
- Alfano: "Si, però per essere in regola dovrò prima preoccuparmi
della vidimazione. Tutti i supporti che contengano voci, suoni o
immagini in movimento devono essere vidimati, il ché, per fare un
esempio, ciò vale per il disco di Baglioni, per quello di Beethoven,
che è pubblico dominio e vale pure per il disco mio che mi
autoproduco. Il bollino ha due funzioni: da un lato assolve alla
funzione antipirateria, dall'altro attesta il pagamento dei diritti
d'autore. Se i diritti d'autore (come in questo caso) non ci sono,
il bollino prova che è stata seguita la legge che prevede le norme
antipirateria per cui il suo costo si aggirerà sui 0,0031 ?. Per
fare ciò basta rivolgersi ad un ufficio SIAE competente".
- Milani: Esiste per i dj la possibilità di crearsi una compilation
con i brani preferiti, copiati da altri cd o scaricati da internet e
poi legalizzarla pagando una tassa ai relativi autori tramite la SIAE?
- Alfano: "la SIAE può dare l'autorizzazione tranquillamente ma ci
deve essere pure l'autorizzazione degli autori e dei produttori
originali per cui in questo caso il dj diverrebbe un piccolo produttore
discografico dovendo acquistare dalle case discografiche una "mini
licenza" per ogni brano incluso nella sua compilation stampata in un
unico esemplare; non so se attualmente la cosa potrebbe essere
economicamente e tecnicamente sostenibile..."
- Milani: Ci sono molte storie di abusi provati, finiti in tribunale
con una successiva puntuale assoluzione. Come spiega questo fenomeno?
- Alfano: "Il reato, per essere contestato ha bisogno di due
elementi: l'elemento oggettivo e l'elemento soggettivo.
L'elemento oggettivo si concretizza nell'accertamento ad esempio di
un dj che usa i cd senza bollino. La parte soggettiva, che vale per
tutti i reati dall'omicidio all'affissione abusiva di manifesti,
prevede che il reo o presunto tale, sia consapevole di commettere un
reato e abbia l'intenzione di farlo. Molto spesso il magistrato
ritiene che manchi l'elemento soggettivo, cioè che il disc-jockey
non si sia reso conto, o che non conosceva la norma, o aveva delle
circostanze per cui venivano a mancare queste condizioni e di
conseguenza assolve".
Ringraziando il Dott. Alfano per la sua disponibilità, concludo
lanciando il solito sasso nello stagno: "a quando un vertice
Siae-Aid-Discografici?" Data la complessità della materia in
continua evoluzione un incontro rappresenterebbe un'occasione
importante dove tutti potrebbero guadagnarci...
di Edoardo Milani
Articolo tratto da Jocksmag di Ottobre 2006
http://www.jocksmusic.com/jocks/

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FPM, identikit del pirata informatico
Non sono ragazzini minorenni la maggior parte di coloro che diffondono musica pirata su internet in Italia.
E' quanto afferma la FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale) in un comunicato.
Secondo i dati diffusi dalla Federazione, negli ultimi due anni in Italia sono state denunciate circa 200 persone
per violazione della legge sul diritto d'autore, in quanto condividevano brani musicali illegalmente.
Tra questi solo uno è un minorenne, pochi gli studenti (il 30%), la maggior parte sono piccoli imprenditori,
lavoratori autonomi o impiegati, di età media sui 30 anni, prevalentemente di sesso maschile. Tutti quanti sono stati denunciati per scambio illegale di file musicali tramite l'utilizzo di sistemi di file sharing. Notevole il quantitativo medio di brani musicali messi a disposizione illegalmente, oltre 5 mila file.


17/06/2006 Sul “bollino Siae” una sentenza che sollecita nuovi indirizzi normativi per il settore audiovisivi

Nella conferenza stampa svoltasi il 14 giugno u.s., presso la Sala Esposizioni del Palazzo della Confesercenti Nazionale, Norina Vieri, presidente nazionale della Fismed (negozianti di dischi) e Enrico Landini, presidente Anvi (videoteche), hanno spiegato i motivi che hanno indotto i magistrati ad esaminare con la giusta attenzione i procedimenti di sequestro degli audiovisivi originali ai commercianti.

1) l’effettiva mancanza del contrassegno SIAE non assume immediata rilevanza sul piano penale, in quanto tale rilevanza sussiste solo allorquando la carenza del bollino riveli inequivocabilmente la contraffazione del prodotto

e l’evasione degli obblighi previsti dalla legge sul diritto d’autore;

2) la decisione di merito fa sorgere espressamente il sospetto di legittimità costituzionale della norma penale (articolo 171 legge n. 633/1941 e successive modificazioni) sotto il duplice profilo della ragionevolezza e del principio di offensività;

3) nel caso di specie, il fatto di detenere per la vendita supporti privi di contrassegno SIAE costituirebbe reato all’unica condizione che tale carenza sia direttamente riconducibile alla natura contraffatta dei prodotti;

4) ad una verifica effettuata direttamente in aula, i prodotti sequestrati sono apparsi originali ed integri nelle rispettive confezioni avvolte nel cellophane, ancorché sprovvisti di bollino SIAE, fermo restando che la

vidimazione in esame risulta apposta generalmente sul predetto cellophane. Il che spiega la ragione per

cui molti supporti audiovisivi, una volta aperti per l’ascolto, restano invariabilmente privi del contrassegno.

5) alla luce di tale considerazione, il giudice ha assolto l’imputato non tanto perché il fatto non costituisca

reato (mancanza di prova del dolo specifico), quanto per assenza di prova certa in ordine alla sussistenza del fatto tipico. Gli avvocati Franco Sciarretta, dell’Ufficio Legale della Confesercenti e Giampiero Bianchi,

Consulente Legale della Confesercenti di Firenze, sono stati concordi nel ritenere che la legge in materia

di diritto d’autore deve essere nuovamente aggiornata e sottoposta ad ulteriori modifiche ed integrazioni, marcando una netta distinzione fra chi possiede prodotti falsi e chi invece, detiene prodotti privi di

contrassegno ma originali, prevedendo, conseguentemente, un regime sanzionatorio differenziato e depenalizzato.Hanno ricordato che l’indirizzo giurisprudenziale prevalente nella Corte di Cassazione induce a sostenere che la riscontrata mancanza del contrassegno, di spettanza della Società Italiana degli Autori ed Editori, non è necessariamente riconducibile ad un atteggiamento doloso dell’esercente in relazione ai reati previsti dall’articolo 171 legge n. 633/1941 e successive modificazioni. A questo proposito hanno segnalato,

tra le sentenze emblematiche in materia di diritto d’autore e riproduzioni illecite, con particolare riferimento alla carenza di bollino SIAE, quella della Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza n. 47164 del 23/12/2005.

In particolare l’avv. Bianchi, ha richiamato l'ordinanza del 14 dicembre 2004 con cui il Tribunale di Cesena ha formulato - a norma dell'art. 234 del Trattato CE (già art. 177) - una questione pregiudiziale in merito all'interpretazione della direttiva del Consiglio 92/100/CEE del 19 novembre 1992, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale, nonché sull'art. 3 del Trattato CE con riferimento al divieto imposto agli Stati membri di imporre “dazi doganali”

e restrizioni qualificative all'entrata e all'uscita delle merci” e “tutte le altre misure di effetto equivalente”, nonché sugli arti. 23- 27 del Trattato. La questione pregiudiziale - ha aggiunto il legale - riguarda anche l'interpretazione della direttiva del Consiglio 83/189/CEE del 28 marzo 1983, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, così come modificata dalla direttiva

del Consiglio 88/182/CEE del 22 marzo 1988. Il Tribunale di Cesena ha ritenuto necessaria tale interpretazione, per verificare se la previsione dell'art. 171 ter, comma I, lett. c) della Legge 22 aprile 1941 n. 633 (l.d.a.), introdotto in virtù dell'adozione della predetta direttiva del Consiglio 19 novembre 1992 921100/CEE sia compatibile con la ratio della stessa direttiva 92/100/CEE, nonché con il Trattato della Comunità europea

(Libera circolazione delle merci in ambito UE).

Al termine della Conferenza, Mauro Bussoni, Vice Direttore Generale della Confesercenti, ha confermato che la Confederazione invierà una nota di merito al capo del Governo, al Parlamento, ai ministri interessati ed alla Siae, sollecitando l’urgente adozione delle modifiche della legge che disciplina il diritto d’autore, correggendo le

anomalie messe in luce con le recenti sentenze. Ha aggiunto, inoltre, nel caso venga confermato il Comitato per la Tutela della Proprietà intellettuale insediato dal precedente governo a Palazzo Chigi, sarà formalmente avanzata la richiesta di allargare la presenza dei componenti anche ai commercianti ed ai consumatori.

Roma, 14 giugno 2006

 Confesercenti 
www.confesercenti.it

 

Duplicazione  sentenza della cassazione francese

Sulla copia privata Parigi sposa le Major

Di Laura Turini “Il sole 24 ore Giovedi 23 Marzo 2006”

Affermato il diritto delle case discografiche di inserire nei cd e nei dvd sistemi di sicurezza che ne impediscano la riproduzione. La corte di cassazione di Parigi ha recentemente affermato il diritto delle case discografiche di potere inserire nei DVD sistemi di sicurezza che ne impediscano la duplicazione, nonostante essi impediscano al tempo stesso di potere eseguire anche una “copia privata” del supporto cui hanno per legge diritto. La sentenza, datata 28 febbraio, si inserisce in un dibattito molto acceso e riguarda indirettamente non solo l’Italia, ma tutta l’Europa in quanto è stata emessa sulla base della direttiva 2001/29/Ce e fornisce una chiave di lettura che può avere, come del resto ha già avuto, conferme altrove…

 La copia privata, ricordiamo, rappresenta la possibilità per ogni acquirente di potere effettuare una copia del supporto originale, principalmente per potere ascoltare o visionare quanto in esso contenuto in un momento diverso, esercitando il cosiddetto diritto di TIME-SHIFTING. Le associazioni dei consumatori, in questo caso la francese “Que Choisir”, ritengono che la copia privata sia un proprio e vero diritto, soprattutto per il fatto che i consumatori almeno in Italia, pagano il diritto di copia privata sui supporti vergini che ha la funzione di risarcire forfetariamente i produttori per le eventuali copie abusive che possano essere fatte.

 

Il braccio di ferro continua, ci vorranno molte altre sentenze e interpretazioni, solo la chiarezza e la posizione di una categoria che ancora non è rappresentata, i dj non sono solo consumatori…ma utilizzatori creatori e promotori, per questo potranno esprimere chiarezza, le sentenze e posizioni che diano una giusta e legittima importanza sul ruolo che da Sempre il dj svolge nel panorama della programmazione, diffusione, promozione della musica.

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21/03/2006

Anche Albertino chiede la licenza digitale per DJ

Lo showman di Deejay spiega il suo sostegno alla petizione italiana per l'utilizzo "sul lavoro" di file musicali

Articolo completo a cura di Francesco Lucca su:  KATAWEB MUSICA     PETIZIONE ON-LINE

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18/01/2006

Arriva la licenza di copiare CD su computer o lettore digitale senza doverseli più portare dietro. Ma L'Italia è lontana.
Queste nel Regno Unito sono già tre, la Public Entertainment Licence, la Performing Rights Licence e la Phonographic Performance Licence nella sua versione tradizionale. Molti esponenti di rilievo del mondo dei DJ lamentano inoltre la scarsa informazione diffusa dalla PPL in merito alla novità.
Al di là della discutibilità dell'aspetto economico, la Digital DJ Licence britannica può fare da apripista a una regolamentazione della materia anche in Italia, una disciplina necessaria, che faccia luce sull'argomento e che anche da noi si metta al passo con le nuove tecnologie...
Articolo completo su Kataweb Musica
Di Francesco Lucca   KATAWEB MUSICA
Digital Dj License - BBC NEWS UK  BBC NEWS UK

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10/12/2005

Titolo ....Assolto il titolare di una rivendita ...

SottoTitolo Da Fismed Confesercenti.

Supporti audiovisivi privi di contrassegno SIAE "...in assenza di dolo il fatto non costituisce reato...  

Testo Da Fismed Confesercenti

Federazione Italiana Strumenti musicali e dischi:  Il 2 dicembre scorso il Tribunale Penale di Siena ha emanato una sentenza che manda assolto il titolare di una impresa rivenditrice di supporti audiovisivi nostra associata, alla quale le forze dell'ordine nel giugno 2003 avevano sequestrato supporti audio privi di contrassegno Siae, ma originali ed acquistati lecitamente, perchè "il fatto non costituisce reato".

Norina Vieri, Presidente Nazionale di Fismed-Confesercenti, ha espresso "la ipù¹ viva soddisfazione per l'esito della tribolata vicenda, perchè un giudice della Repubblica italiana, ha finalmente tenuto conto delle osservazioni critiche mosse alla legge da parte delle associazioni di categoria".

Ha proseguito esprimendo "un sincero compiacimento per la liberazione da un incubo nel quale è¨ stato gettato un collega che, peraltro, ha subito un ingiusto sequestro di prodotti leciti e a dovuto sostenere delle sostanziose spese legali per contrastare il contenuto perverso di una legge ottusa voluta pervicacemente dalle major discografiche, nonostante le ripetute sollecitazioni da noi avanzate affinchè¨ si producessero supporti con bollino Siae protetto." Dunque si tratta di un positivo risultato che potrà essere pienamente apprezzato dopo la lettura delle motivazioni della sentenza  (prevista entro 90 giorni), che potranno essere utilizzate positivamente da tutti i colleghi che vivono la stessa esperienza.

Tale pronunciamento è un segnale molto importante verso il Parlamento ed il Governo, ai quali rivolgiamo l'ennesimo appello per procedere urgentemente alla modifica della legge 633/41 e successive modificazioni, nel senso auspicato dalle associazioni di categoria.

 Tuttavia, Fismed-Confesercenti, non appena in possesso delle motivazioni della sentenza, esaminerà tramite il proprio Ufficio Legale la possibilità di consentire agli associati coinvolti ingiustamente, di intentare una azione legale verso lo Stato (per sequestro indebito di beni) e le aziende produttrici (per l'irresponsabilità mostrata in qualità di fornitori di prodotti assoggettati a pesanti sanzioni penali e amministrative), per la richiesta di danni morali e materiali.


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02/12/2005

 NUOVE FORME DI TITOLARITA' DEL DIRITTO CONNESSO AL DIRITTO D'AUTORE:
IL DJ QUALE ARTISTA ESECUTORE?
Deborah De Angelis
1) Introduzione
2) Definizione
3) Natura giuridica del dj set
4) Qualificazione giuridica del dj quale artista esecutore
5) Il dj e la copia ad uso professionale
Per gentile concessione di:
Cyberspazio e Diritto 2005 vol 6, N.2 pp. 161-172
Questo lavoro è il frutto della rivisitazione della relazione curata dall'autore alla
"internet Music & Law Conference", tenutasi in data 11 e 12 settembre 2004 in località Giardini Naxos. Avv. Deborah De Angelis.
Il Dj quale artista-esecutore?
visualizza PDF 
E VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DEL CONTENUTO SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELL'AUTORE

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Corriere romagna
Rimini - "Su le mani". Ma per una volta non è stato il disc jockey a pronunciare il famoso slogan per incitare la gente in pista. Sono stati gli uomini della guardia di finanza in collaborazione con la polizia di Stato che hanno fatto visita a 7 locali nella zona del Marano e a 6 discoteche sulle colline di Riccione ed hanno "pizzicato" proprio i dj. Ne è emerso un quadro certamente poco rassicurante sul fronte della lotta alla pirateria perchè su tredici locali controllati sono stati addirittura nove i disc jockey (alcuni anche piuttosto famosi) denunciati per il possesso di compact disc masterizzati. In pratica, invece di utilizzare gli originali, come spesso viene raccomandato anche con appelli da parte del governo e apposite campagne contro la pirateria condotte dagli stessi artisti, i disc jockey in questione avevano pensato bene di masterizzare cd o comunque di utilizzare dei supporti privi del necessario bollino Siae. Nel corso del servizio, che oltre al supporto della polizia ha visto la partecipazione anche del Reparto prevenzione crimine, la Guardia di finanza ha sequestrato complessivamente 643 supporti magnetici utilizzati per diffondere la musica all'interno dei locali. Da notare che i disc jockey denunciati subiranno delle sanzioni decisamente salate. Per il reato di pirateria (peraltro a scopo di lucro, dato che la musica serviva a fare incassare i locali in cui prestavano servizio) sono previste pene che comportano la reclusione dai sei mesi ai sei anni e multe che vanno dai 2.582 euro ai 15.493 (articolo 171/ter della legge 633 del 1941, ovvero la disciplina del diritto d'autore). C'è da segnalare però che da tempo i dj ribadiscono la necessità di lavorare nei locali con cd masterizzati in proprio, magari compilation autoprodotte, per non doversi portare dietro tutto il materiale "originale" che conservano a casa. Nel caso poi di dischi in vinile è praticamente impossibile trovare locali che abbiano ancora gli impianti adatti per ascoltarli. I dj per questo chiedono nel loro caso una diversa interpretazione della normativa.
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NEWS 06.06.05
E' online una petizione contro le ingiuste denunce ai djs che utilizzano CD masterizzati o Mp3 LEGALI...
Firma qui: http://www.petitiononline.com/stopdjs/petition.html
ulteriori informazioni su www.disc-jockey.it
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RIPORTIAMO IL TESTO DI UNA CIRCOLARE DELLA FPM FEDERAZIONE CONTRO LA PIRATERIA MUSICALE:

Utilizzi la musica per scopi professionali? Sei un Dee Jay?
Ecco quello che devi sapere per non rischiare di incorrere in gravi rischi penali
· Cosa dice la legge?
La Legge sul Diritto d’Autore 633/41, aggiornata dalla Legge 248/00, prevede dure sanzioni penali per coloro che violano le disposizioni in essa contenute. Chiunque abusivamente e a scopo di lucro duplichi, venda, distribuisca, diffonda in pubblico, ceda a qualsiasi titolo un opera musicale tutelata da Copyright rischia una pena detentiva da 6 mesi a 3 anni, una multa da 5 a 30 milioni e una sanzione amministrativa pari al doppio del valore di mercato per ogni supporto oggetto della violazione.
· I CD masterizzati usati dai DJ nelle discoteche e in genere nei locali pubblici sono da considerare duplicazioni abusive?
SI, tali copie sono da considerare abusive quando riprodotte senza il consenso del produttore (titolare dei diritti) e/o quando sprovviste del regolare contrassegno SIAE (previsto della legge per ogni supporto riprodotto a scopo di lucro e contenente fonogrammi).
· Si può parlare di scopo di lucro in caso di duplicazione di supporti per l’utilizzo nei locali pubblici?
È indubitatamente riscontrabile lo scopo di lucro dal momento che i fonogrammi vengono diffusi in un esercizio pubblico che offre un servizio con accesso a pagamento nel cui ambito la musica riveste ruolo fondamentale se non esclusivo e dal momento che i DJs percepiscono un cachet per la loro prestazione professionale.

· È applicabile la norma sulla cosiddetta “COPIA PRIVATA” (Legge 93/92) ai CD masterizzati utilizzati nei locali pubblici?
No. Tale norma permette la duplicazione in copia unica dei fonogrammi per scopi privati dai quali sia totalmente assente ogni fine di lucro. Di conseguenza il possesso dei CD originali dai quali è stata eseguita la copia non costituisce certa esenzione da eventuali rischi di carattere penale.
· È sufficiente che il locale paghi la SIAE per sollevare il DJ da eventuali responsabilità penali per l’utilizzo di CD masterizzati?
No. La somma pagata a SIAE permette al locale di diffondere in pubblico opere musicali originali. In nessuna maniera tale pagamento presuppone autorizzazioni per duplicare i CD o per diffondere musica tratta da CD copiati abusivamente.
· Quali altri comportamenti sono puniti dalla legge e quali altre considerazioni vanno fatte?
La vendita al pubblico dei CD masterizzati utilizzati per la serata è severamente vietata così come la creazione di compilations masterizzate con brani scaricati da internet. L’utilizzo di supporti creati da terzi (numerose società italiane e straniere producono CD appositamente studiati per DJ, discoteche, ed emittenti radiofoniche) possono rappresentare un grosso rischio dal momento che spesso sui fonogrammi contenuti in questi CD non sono stati assolti i diritti connessi ai produttori fonografici e non di rado tali CD non recano il regolare bollino SIAE. La Legge sul Diritto d’Autore prevede altre sanzioni oltre quelle già menzionate, quali la possibilità per le forze dell’ordine di sequestrare le attrezzature informatiche utilizzate per duplicare dei CD nonché aggravanti in caso di possesso di un elevato numero di supporti abusivamente duplicati. Il possesso di più di 50 copie illegali innalza il massimo della pena a 4 anni e permette addirittura l’arresto in flagranza di reato.
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Da L'Unione Sarda del 17 maggio 2005
Ha ascoltato la requisitoria del pm Simone Sassu senza distrarsi un attimo, seduto in un cantuccio dell'aula al secondo piano di palazzo di Giustizia. Capelli platinati e tesi verso il cielo, irrigiditi da una buona dose di collante, sguardo un po' sperduto, vestito interamente di nero: il dj Ringo, riconosciuta stella della consolle, ieri ha indossato i panni dell'imputato. Nervoso e ansioso ha cercato continuamente conforto nello sguardo dei propri avvocati cui ha riservato un caloroso abbraccio alla lettura della sentenza: assolto per non aver commesso il fatto. Secondo il giudice Mariagrazia Sistu non ci sono le prove che il deejay di Radio 105 abbia contraffatto alcune decine di compact disc e soprattutto che li abbia utilizzati per una serata a Porto Torres. Condannato invece il dj sassarese Vittorio Careddu, difeso dall'avvocato Angelo Merlini: per lui quattro mesi di reclusione. Il pm aveva chiesto il minimo della pena per entrambi gli imputati. Rocco Anaclerio, al secolo Ringo, era accusato di aver violato la legge sul diritto d'autore. L'episodio risale all'estate del 2002. Ringo era stato fermato intorno alle 3 del mattino dagli uomini della guardia di finanza dopo una performance al parco Chico Mendez di Porto Torres. Con lui c'era anche Vittorio Careddu. I militari avevano invitato i due a esibire i documenti, quindi avevano controllato le sacche: dentro c'erano i cd utilizzati per la serata danzante, in gran parte masterizzati e dunque privi dei bollini Siae. Ringo si era subito difeso: «Al Chico Mendez ho fatto il vocalist, non sono stato pagato per mettere dischi». I dj erano accusati di aver violato l'articolo 171 ter, quello che vieta la riproduzione abusiva di opere d'arte (musica inclusa) a fini di lucro. I finanzieri avevano sequestrato a Ringo ventisei compact disc masterizzati più il cachet intascato al termine di un'ora e mezzo di show, 1.400 euro. Ieri però è finito tutto con l'assoluzione e un lungo abbraccio con gli avvocati Marco Petitta e Graziella Putzu. «Finalmente è finita, non mi ritrovavo proprio nei panni dell'imputato». Meglio sicuramente in quelli di una star. Nelle due ore di presenza a palazzo di Giustizia per Ringo è stato un vero bagno di folla. Se ne sono viste di tutti i colori: testimoni di altri processi con fogliettino in mano per un autografo, imputati in attesa del loro turno che si complimentavano con l'ex di Elenoire Casalegno e di un'altra lunga serie di belle figliole. E ancora qualche foto con il dj dell'Isola dei famosi, o un breve filmato con il telefonino. Non è mancato niente, compresa qualche irripetibile battuta. E Ringo ha fatto una promessa: «Ritornerò in vacanza in Sardegna: erano due anni che non ci venivo per le continue prese in giro che mi toccava sopportare. Dopo questa assoluzione invece potrò finalmente girare a testa alta in un supermercato senza correre il rischio di sentirmi dire che mi arricchisco con i cd pirata». Il doppio volto del dj Ringo: uno dei protagonisti delle cronache mondane dalla Costa Smeralda, ma anche il testimonial per la campagna antidroga di Don Mazzi. Indiscusso disc jockey, conduttore di programmi radio di grande successo: "Revolver", un'enciclopedia del rock, e "Ringo 4 president" di intrattenimento pomeridiano. E da ieri assolto dall'accusa di essere un pirata della musica.
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Estratto dalla sentenza 525/05 del 2.05.2005
Si inputa al la Giorgia di avere duplicato abusivamente 234 compact disk contenenti opere musicali tutelate dal diritto d’autore…
……trattandosi nell’un caso come dell’altro materiale in relazione al quale è stata dichiarata dall’interessato la destinazione ad uso personale. La circostanza trova diretta conferma, per quanto concerne i cd musicali duplicati, nel dato che l’imputato – che svolge da tempo l’attività di disc jockey, fu trovato dagli inquirenti nella disponibilità, oltre che dei cd originali corrispondenti, anche di una ricchissima collezione di compact disck e di dischi vinile di vario tipo. La raccolta di dischi è effettivamente constatata dall’operante appare affatto compatibile con la passione dichiarata dall’interessato per dischi musicali particolari, nonché con l’abitudine adottata di farsi spesso delle copie degli originali detenuti, per evitare l’usura……
La Giorgia Gianfranco è stato assolto, perché il fatto non sussiste.
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Riportiamo i titoli dei quotidiani che danno ampio spazio ad un’altra sentenza a favore dei dj.
QUOTIDIANO L’ADIGE Martedì 3 MAGGIO
-DJ JEFFREY AVEVA IN CASA 234 CD DUPLICATI -
COMPACT DISC MASTERIZZATI ASSOLTO NOTO DISC JOCKEY
L’avvocato Busana ha dimostrato in udienza che La Giorgia possiede, all’epoca dei fatti, 18mila dischi in vinile e 5 mila compact disc. Un totale di 23mila titoli difronte ai quali i 234 CD masterizzati quasi scomparivano.
Segno che il DJ riproduceva solo i pezzi più preziosi della sua collezione per non sciuparli e daneggiarli con l’uso...

CORRIERE DELL TRENTINO MARTEDI 3 MAGGIO
SENTENZA A SORPRESA. IL DJ UTILIZZAVA LE COPIE PIRATA IN DISCOTECA, MA NON SARA’ PUNITO: “NON E’ REATO”
Assolto perché il fatto non sussiste il Giudice Luisa Raimondi, ha deciso di non procedere nei confronti di un noto dj del Basso Sarca...
TRENTINO CORRIERE DELLE ALPI MARTEDI 3 MAGGIO
CD MUSICALI COPIATI, ASSOLTO DJ
LA GIORGIA ERA STATO PERQUISITO DALLA FINANZA
continua....
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UNA NUOVA ASSOCIAZIONE DI DJ?

newsletter inviata il 27/04/05
Uno degli argomenti di spicco emersi dal Dj Clinic 2005, e dalle centinaia di e-mail pervenute a Djing, è l'interesse su una possibile costituzione, di una nuova associazione di dj.
Questo si unisce a delle proposte di legge studiate e introdotte al ministero competente da uno dei migliori avvocati esperti sulla materia del diritto d'autore, per risolvere e legalizzare il rapporto dj e la copia per uso lavoro, per rimanere al passo con l'evoluzione tecnologica
Tuttavia manca nella nostra categoria la rappresentanza, l'unione e la chiarezza d'idee..
Stiamo raccogliondo numerose e-mail di proposte e consigli a presto il resoconto
scrivete a info@djing.it
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12/04/05
SU DJ MAG (UK) DI APRILE UN'ARTICOLO "DENIGRATORE" DI TERRY CHURCH SULLA PIRATERIA ITALIANA. FALSE DICHIARAZIONI SUL PRESUNTO "SCARICAMENTO" DI FILE MP3 DA PARTE DI ALBERTO MARTIN COMPLETAMENTE ESTRANEO A QUESTA VICENDA. ANZI ASSOLTO SU ALTRI SEQUESTRI (NDR) LA NOSTRA REDAZIONE ERA STATA CONTATTATA DAL GIORNALISTA TERRY CHURCH, PER AVERE NOTIZIE SULLA VICENDA, MA TERRY CHURCH NON HA MAI CONTATTATO ALBERTO MARTIN PER AVERE DELLE SPIEGAZIONI. E STATO PIU SEMPLICE PRENDERE LE NOTIZIE DAL SITO DJING.IT E CREARE UN "FALSO" SCOOP.....
ITALIAN DJ FINED (DJ MAG)
Words: Terry Church
An unknown Italian DJ has been fined 1.4m Euros (about £950,000) - Europe’s biggest ever fine for downloading illegal MP3s.
Alberto Martin was fined after police raided a club he was playing at in Rieti, a town near Rome. They seized over 2,000 illegal MP3 files and 500 music videos.
FIMI, the Italian equivalent of the Recording Industry Association of America (RIAA), welcomed the huge fine. "We hope this precedent will serve as a deterrent for those who are thinking of doing the same," said its director Enzo Mazza.
Deterrent "This DJ was touring clubs and making money out of the music he played - while those who had invested time, talent, hard work and money into creating the music in the first place did not get a cent," he added.
The police claimed that Alberto was a "well known" Italian DJ. However DJmag hasn't come across this bloke before. When we got in touch with some Italian industry bigwigs, they hadn't heard of him either.
This is bad news for DJs everywhere. If Alberto was just a part-time amateur as we suspect he is, his whopping fine serves as a severe warning to any DJs who play, or are thinking of playing illegal MP3s in their sets. It seems, no matter how minor-league a DJ you are, the record industry has you in their sights. Watch out.
Global Effort
This latest fine comes as part of a global effort by the record industry to legislate against DJs who infringe copyright.
Australian superstar DJ Peewee Ferris was recently fined £50,000 for a copyright-infringing mix CD.
Read the full story behind Peewee Ferris' fine in the next issue of DJmag (no.88/Vol.3), out April 15th.
http://www.djmag.com/news_detail.asp?id=150

DEE JAY ITALIANO MULTATO
Testo di Terry Church.
Uno sconosciuto DJ Italiano e’ stato multato per la somma di 1.4 milioni di euro (circa 950.000 mila sterline). La piu’ grande multa europea mai fatta sinora per aver scaricato illegalmente materiale MP3.
Alberto Martin fu multato dopo che la polizia fece irruzione nel club dove stava lavorando/suonando a Rieti, vicino Roma. Essi confiscarono piu’ di 2000 illegali MP3 e 500 video musicali.
La FIMI, l’equivalente Italiano della RIIA (l’Associazione d’America per l’industria della Registrazione) accolse con piacere l’enorme multa/notizia. “Noi speriamo che questo precedente servira’ come deterrente a fermare quelli che penseranno di fare la stessa cosa”, il direttore Enzo Mazza disse.
DETERRENTE
“Questo DJ stava girando/lavorando nei clubs guadagnando denaro dalla musica illegalmente usata/suonata – mentre quelli che hanno investito tempo, talento e denaro nel creare la musica, in primo posto non hanno avuto un centesimo,” ha aggiunto. La polizia reclamo’/disse che Alberto fu’/e’ un noto DJ Italiano. Comunque, DJMag non ha mai sentito parlare di quest’uomo prima d’ora. Quando, noi abbiamo interpellato alcuni pezzi grossi dell’industria Italiana, anche loro non ne avevano mai sentito parlare di lui. Questa e’ una brutta/cattiva notizia per i DJ di ogni parte. Se Alberto fosse solo un amatore, come noi sospettiamo che sia, l’enorme multa ricevuta dovrebbe servire come un grosso avvertimento per ogni DJ che suonano/lavorano, o che stanno pensando di usare/suonare MP3 illegali nelle loro sessioni/serate.
Cio’ sembra, che non importa quanto sei un DJ di fama o no, l’industria musicale ti sta’ guardando, stai attento!!
SFORZO/OPERA GLOBALE
Quest’ultima penale/multa arriva come parte di uno sforzo globale per proteggere l’industria musicale contro i DJ che violano i diritti d’autore. Il DJ Australiano Peewee Ferris fu recentemente multato, pagando la somma di 50.000 sterline, per aver violato i diritti d’autore usando CD Mix.
Leggete l’intera storia a riguardo Peewee Ferris nel prossimo numero di DJMag (no.88/Vol3), in uscita il 15 di Aprile.
traduzione a cura di Paul Forrest UK
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08/03/2005

Spett.le Redazione djing,
sono l'Avv. Marco Grasselli ed ho difeso, con l'Avv. Anna Osti, il dj Alberto Martin nel procedimento sfociato nella sentenza che Voi avete segnalato.
La sentenza non si limita a statuire che la duplicazione è lecita "solo se siete dj" come ha scritto il Corriere Veneto, ma illustra principi veramente innovativi.
La condotta della duplicazione non è "abusiva" e quindi in violazione dell'art. 171 ter, L. 633/41, quando è mera manipolazione dei supporti originali che sono in possesso del Dj. Inoltre il "fine di lucro" deve derivare direttamente dalla duplicazione delle tracce musicali e non essere solo un aspetto secondario della condotta (il Dj trae il proprio guadagno dallo stipendio della discoteca e non dalla duplicazione) e l'uso (non) personale, molte volte, è un concetto che può definirsi e delimitarsi specularmente al concetto di uso professionale.
Ritengo che siano state poste le basi per la via che porterà al riconoscimento al Dj della copia strumentale per "uso discoteca". (cfr. Tribunale di Milano sent. del 01/10/2002).
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e Vi saluto cordialmente.
Avvocato Marco Grasselli
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Radiodiffusione: sì alla duplicazione di brani musicali su cd per esigenze tecniche
Tribunale Sulmona, decreto 14.01.2005.
Ulteriori info e news sul forum di www.disc-jockey.it
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A Rieti la GdF multa un noto deejay con un milione e quattrocentomila euro per pirateria.
Rieti, 14 febbraio 2005 - La GdF di Rieti ha applicato una sanzione amministrativa di un milione e quattrocentomila euro ad un dj romano d'origine brasiliana denunciato per aver violato la normativa sul diritto d'autore.
L'operazione condotta dalle Fiamme gialle ha consentito di
sequestrare un'ingente quantità di materiale audiovisivo ed informatico, riprodotto illecitamente. Il Dj, come appurato nel corso delle indagini, utilizzava un totale di 500 cd video-musicali ed oltre 2mila file Mp3 scaricati da
internat all'interno di un noto locale pubblico di Rieti. Le norme sul diritto d'autore e diritti connessi stabiliscono all'art.
174 bis della legge 633/1941 che la violazione delle disposizioni prevista, ed in aggiunta alle sanzioni penali, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del prezzo di mercato dell'opera o del supporto oggetto della violazione, in misura comunque non inferiore a euro 103,00. Se il prezzo non è facilmente determinabile, la violazione è punita con la sanzione amministrativa da euro 103,00 a euro 1032,00. La sanzione amministrativa si applica nella misura stabilita per ogni violazione e per ogni esemplare abusivamente duplicato o riprodotto. Se versata entro novanta giorni la sanzione è ridotta ad un terzo.
F.P.M.- Federazione contro la pirateria musicale -
www.fpm-antipiracy.it
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CD_COPIE PER USO LAVORO AUTORIZZATE
News del 18/12/2004 in risposta:
ACCORDO TRA SCF E ASSOINTRATTENIMENTO E SILB.
Gli accordi tra Assointrattenimento e Silb, non coinvolgono i dj ma soltanto i locali da ballo. In base a queste due Convenzioni SCF concede il diritto di effettuare copie tecniche e il diritto di pubblica diffusione di musica registrata alle discoteche e ai locali aderenti, non al dj. La copia tecnica può essere fatta solo dalla discoteca e per la discoteca stessa.
Ricevuto il 17/02/05 da C. Coli
Comunicazione e relazioni esterne SCF. Società Consortile Fonografici WWW.SCFITALIA.IT
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CDR vs DJ
di Piero Fidelfatti

La situazione all’estero rimane tale, per quanto riguarda la copia ad uso lavoro, non è permessa.
Per avere dei chiarimenti, ho posto alcune domande, ad autorevoli personaggi e professionisti del settore musicale, all’editore della prestigiosa rivista Inglese “IDJ” Russel Deeks alla domanda: come è l’attuale situazione in Inghilterra, Russel ha dichiarato: che tecnicamente l’uso di copie o lo scaricamento da file da internet potrebbe essere perseguito legalmente, (i sequestri o controlli come avvengono in Italia sono recenti e legati sopratutto alla vendita e commercio illegale). Ritenendo in generale che questo dipende molto dalla diversa “cultura” dei dj Inglesi. Russel denota come, in merito al possesso dell’originale con conseguente copia è ancora motivo di discussione, e dichiarando che è ancora una “zona grigia” sull’interpretazione delle leggi. Le leggi Inglesi sul copyright sono tutelate dalla società MPCS, mentre il corrispettivo italiano della SIAE e la PRS che tutela i diritti pubblici di esecuzioni musicali.
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Hi Piero
Technically speaking a DJ using copied or illegally downloaded material could be fined, although this has never actually happened.
I doubt very much whether you'd get prosecuted for using a copy of a CD you already own the original of, although there is no "fair use" clause in British copyright law so it's a bit of a grey area. Copyright matters in the UK are looked after by MCPS (the Mechanical Copyright Protection Society, whose job it is to prevent unlawful copying of copyright material), PRS (the Performing Rights Society, who control public performance rights, eg making sure clubs have a music license) and the BPI (the British Phonographic Institute, Britain's equivalent of the RIAA)
Hope this helps!
Russell
www.i-dj.co.uk
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DISCHI, MASTERIZZARE SI PUO MA SOLO SE SIETE DJ
[ 07/11/2003 ]
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DISCHI, MASTERIZZARE SI PUO’
MA SOLO SE SIETE DISC JOCKEY
Notizia apparsa sul Corriere del Veneto venerdì 7 novembre 2003
Sentenza a Padova: il re del Funky Alberto Martin assolto dall’accusa di violazione del diritto d’autore.
Masterizzare compact disc e dischi in vinile si può. Se si è disck jockey, almeno, e così. A patto che il “nuovo disco” serva per programmi radio.. Lo dice una sentenza pronunciata ieri dal Tribunale di Padova…l’estate scorsa Alberto Martin era finito nella rete della guardia di Finanza del nucleo provinciale di Venezia. Il 21 Luglio 2002 la Tributaria si era presentata all’ingresso del tamurè di Jesolo per controlli in maniera del diritto d’autore…sequestrando 67 cd masterizzati più altri 58 trovati a casa…si arriva così all’udienza, la difesa segue la linea che lo lega un contratto con un emittente radiofonica che prevede la messa in onda di programmi preregistrati su supporto digitale, Martin, da parte sua ha sfoderato un cassone di dischi originali: da quelli ricava le compilation per la messa in onda. Risultato, assolto perché il fatto non sussiste.
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L'ARTICOLO INTERVISTA DI PIERO FIDELFATTI ALLA SIAE SUL TEMA IL DJ E LA COPIA.
TREND NOVEMBRE 02

IL DJ E LA COPIA PRIVATA

Vinile o Cd? Cd originale o copia? Sembra uno dei soliti tormentoni della trascorsa estate, invece, è uno degli argomenti che infuocano gli animi nelle discussioni dei DJ, preoccupati dai recenti risvolti, tra sequestri e controlli in consolle. Durante il primo DJ Forum organizzato da Marco Mazzi e MPI electronic a Mestre (VE), è emerso un dato allarmante - il problema della copia nell’utilizzo professionale e l’esigenza di legalizzare l’utilizzo dei nuovi supporti audio-. dall’avvento del cd registrabile, alle nuove tecnologie legate ai computer e internet, si è aperto un nuovo modo di utilizzare la musica sia per lavoro e promozione. Molti dj rivendicano la proprietà di riversamento dei propri vinili sui cd per evitare di portarsi numerose e pesanti flight case nei propri dj set o per evitare di rovinare l’originale, altri ribadiscono la necessità di utilizzare e creare la copia su cd per mancanza di supporti con tracce di generi e versioni particolari per il proprio lavoro. Tutto questo e emerso nelle varie e-mail, pervenute su “help on line” nel sito djing.it. Scambi di e-mail, forum su internet e passa parola tra operatori e dj, unite ad indicazioni errate da parte di alcune dirigenti high tech, hanno contribuito a consolidare una radicata convinzione, che possedendo l’originale si è autorizzati a realizzarne una copia…. credo che sia giunto il momento di fare il punto della situazione, a seguito di una mia intervista con l’ufficio stampa della S.I.A.E, cui ho rivolto delle semplici domande per capire quali sono le leggi vigenti e quali possono essere le soluzioni o le indicazioni da proseguire per facilitare il lavoro del dj.
1. Se il dj lavora con cd masterizzati, dove ha riversato i suoi vinili, è in regola?
Si presuppone che tutto ciò sia fatto a scopo di lavoro, quindi di guadagno: perciò vanno corrisposti anche i diritti d’autore, relativi alle forme di utilizzazione pubblica, ai produttori discografici e agli autori. La SIAE può mettere in regola, per quanto concerne i diritti d’autore dei suoi associati (autori delle musiche e dei testi), i cd masterizzati utilizzati dai dj. Ma, prima di tutto, il dj deve chiedere l’autorizzazione, per la registrazione dei brani, ai produttori discografici ovvero alle associazioni che li rappresentano (SCF, AFI,CMI).
In sintesi per riprodurre un Cd è necessario, prima di tutto, il permesso dei produttori discografici. L’articolo 72 della legge sul diritto d’autore indica, infatti, che, “salvi i diritti spettanti all’autore” (amministrati direttamente dalla SIAE) “il produttore del disco fonografico o di altro apparecchio analogo riproduttore di suoni e di voci, ha il diritto esclusivo, di riprodurre, con qualsiasi processo di duplicazione, il disco o apparecchio di sua produzione e di distribuirlo”.
Il dj dovrebbe, quindi, una volta ottenute le autorizzazioni dai produttori discografici, recarsi nella sede più vicina della SIAE, corrispondere i diritti d’autore e farsi rilasciare il contrassegno che attesta di essere in regola con tutti i diritti. Altrimenti la SIAE non può rilasciare i bollini. Infatti, secondo la legge 248 del 2000 (art.171 ter), “è punito, se il fatto è commesso per uso non personale, chiunque a fini di lucro: abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno”.
2. Se il dj riversa su cd le tracce dei singoli cd o delle compilation di sua proprietà acquistate regolarmente, deve portarsi appresso sempre i cd originali o le copertine ?
Se il dj usa il Cd in discoteca, cioè in pubblico, deve usare supporti autorizzati.
Acquistare un Cd per uso personale pagando, quindi, nel prezzo d’acquisto, i diritti d’autore non significa di per sé poterne fare un utilizzo pubblico. Ad ogni differente utilizzo di un’opera corrisponde, infatti, un differente diritto. Per esempio, non si può diffondere - senza autorizzazione - su un’emittente, un video o un Cd acquistati regolarmente per uso privato, perché la diffusione pubblica presuppone logicamente altri diritti. Lo stesso vale per i Cd utilizzati in discoteca.
L’’articolo 19 della legge 633/41 sul diritto d’autore afferma infatti che “i diritti esclusivi...sono fra loro indipendenti. L’esercizio di uno di essi non esclude l’esercizio esclusivo di ciascuno degli altri diritti. Essi hanno per oggetto l’opera nel suo insieme ed in ciascuna delle sue parti.”
3. Le nuove tecnologie stanno impostando e riscrivendo nuovi metodi di lavoro, l’uso degli MP3 sarà sicuramente sempre più usato per fare musica nei locali da ballo con l’uso del computer, anche il questo caso se il dj riversa su hard disk la sua discografia e la usa per lavoro, quali provvedimenti deve adottare per non avere problemi in caso di controllo o di ispezione?
La SIAE è a conoscenza del fatto che anche il lavoro del dj è profondamente mutato con l’avvento delle nuove tecnologie. Se, dalla elaborazione fatta attraverso il computer, vengono realizzati supporti (CD o altro) vale quanto precisato sopra.
4. Nel caso le leggi in vigore non contemplassero la soluzione di questi quesiti, sarebbe possibile un dibattito dove potremmo esporre le nostre richieste e problematiche.
La conclusione c’è già nella disciplina legislativa vigente. Comunque, se si vuole organizzare un dibattito sulla questione, occorre tenere presente che i protagonisti non sono solo gli autori, ma sopratutto i produttori discografici.
5. Lei ritiene personalmente importante il lavoro del DJ?
Considera importante che il DJ si allinei alle ordinanze delle leggi sul diritto d’autore?
Il lavoro del dj è importante perché aiuta la diffusione della musica ed è soprattutto un catalizzatore di aggregazione sociale. Detto questo, è fondamentale che i dj si pongano sempre più in una prospettiva professionale che li aiuti a identificare i problemi specifici e generali del proprio lavoro. Per quanto riguarda i diritti d’autore, la SIAE è sempre disponibile ad interagire con le varie categorie per trovare insieme le risposte a problemi che altrimenti non sarebbero facilmente risolti con danno di tutti.
In questo senso la SIAE ha sempre seguito la strada del confronto e del dialogo con le varie categorie che operano nel mondo dello spettacolo, al fine di pervenire alla stipula di accordi e convenzioni che contemperino le esigenze degli utilizzatori con le giuste aspettative degli autori.
Le risposte e spiegazioni ottenute sono chiare in base alle vigenti leggi di oggi e conducono alla considerazione che il dj deve lavorare con supporti originali o almeno autorizzati. Chiaramente anche in base alle recenti tecnologie vedi il Final Scratch della Stanton o l’imminente uscita di lettori CDJ dei file mp3, si aprono nuove problematiche sull’utilizzo delle nuove tecnologie e il djing. Un primo segnale al problema dei cd masterizzati li deve dare proprio il DJ, se un ragazzo vede il suo dj di riferimento, lavorare con i cd book pieni di cdr copiati, si sentirà autorizzato di farlo anche lui, un secondo segnale potrebbe venire da parte dei produttori discografici e dj con i loro cdr promo, regolarizzate i vostri cdr promo, cercate di personalizzarli con etichette serigrafate, evitate le scritte in nero sui cd builk, suonare un cd promo con bollino SIAE, anche se comporta delle lungaggini e burocrazie, rende più esclusivo e gratificante il lavoro del dj che possiede la “chicca”. Chiaramente queste sono delle tracce per aprire un dibattito alle vostre idee e indicazioni, (scrivete ad info@djing.it). L’appuntamento e al prossimo DJ Forum, dove si aprirà il dibattito su questi temi con ospiti relatori Discografici, Editori, rappresentanti SIAE e i più importanti Opinion leader della scena musicale Italiana.
COSA SI PUO’ FARE..COSA NON SI PUO’ FARE
· Il dj nello svolgimento del suo lavoro esclude,“l’uso personale” della copia masterizzata, trasmettendo e diffondendo musica nell’esercizio della sua professione, venendo a meno della norma che sanziona le attività abusive di duplicazione e diffusione a scopo di lucro. Art 171 ter L.633/41 modificato dalla L. 248/2000.
· Il dj deve lavorare Solamente con supporti Originali (analogici/digitali) o autorizzati.
· Per ogni cd duplicato/masterizzato la legge prevede una multa pari al doppio del valore commerciale.
· Il Diritto esclusivo per autorizzare la riproduzione, fabbricazione o distribuzione con qualsiasi processo o supporto (art72 Lda) spetta al produttore Fonografico (art 78 Lda).
· Il dj produttore può suonare i suoi cd “demo” con le Sue Produzioni musicali richiedendo i bollini S.I.A.E presso gli uffici competenti.
· Non si possono modificare, editare, accorciare (RMX) brani musicali di altri autori e produttori (se non autorizzati), venendo a meno della tutela del diritto morale dell’autore. Il quale ha diritto di opporsi a qualsiasi modifica della sua opera (ex art.20 I comma Lda)

La redazione di Djing vi invita a scrivere le vostre opinioni su questo tema info@djing.it

 

 
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