SUPERFLY MAGAZINE # 13
[ 26/02/2008 ]

In questo numero:


IN COPERTINA: ERNIE PANICCIOLI
Ernest Paniccioli, nato a New York nel 1947 da padre napoletano e da madre nativa americana, è l'originale "hip hop photographer". Un artista che ha documentato con i suoi scatti l'evoluzione della cultura urbana newyorchese fin dagli anni Sessanta, immortalandone momenti e protagonisti da una prospettiva interna e perciò assolutamente unica. Alla soglia del suo sessantunesimo compleanno, Paniccioli ha un ambizioso progetto editoriale e in queste settimane debutta sugli schermi dei maggiori film festival americani con The Other Side of Hip Hop, una pellicola che racconta proprio la sua irripetibile storia. Superfly lo ha intervistato in esclusiva per voi.
 

ENTER THE WU-TANG 36 CHAMBERS
Sono passati esattamente 15 anni dal debutto del gruppo più stellare che l’hip hop abbia mai conosciuto. Un anniversario che combacia con l’uscita del loro quinto disco 8 Diagrams e, a quanto dicono le cronache recenti, anche con il defintivo ammutinamento del Clan dal loro leader e sommo abate RZA. Ma la dinastia del Wu-Tang Clan, comunque andrà a finire, rimane epica. Nessuno lo ha saputo raccontare meglio del giornalista Brian Coleman nel suo nuovo libro Check The Technique, in cui viene ricostruita nei minimi dettagli la vicenda che portò alla formazione del Clan di Shaolin e all’uscita di quell’album senza paragoni che è Enter The Wu-Tang.
In esclusiva per l’Italia, Coleman ha regalato ai lettori di Superfly uno dei capitoli più brillanti del suo libro.
 

JAMES SENESE
Gaetano Senese, detto James, è un musicista unico all’interno del panorama italiano, un talento puro che ha lasciato un segno profondo nell’evoluzione della nostra musica degli ultimi quarant’anni. Nato a Miano nel 1945, James è quello che viene definito un figlio della guerra, nato dall’unione fugace fra una ragazza napoletana ed un militare afroamericano del North Carolina. Un ‘nero a metà’ con un istinto che lo a portato molto presto a sviluppare un linguaggio musicale unico e personalissimo, capace di evocare tanto l’Africa che gli Stati Uniti pur rimanendo fondamentalmente partenopeo.
 

JUNIOR MURVIN
Basta una sola canzone per passare alla storia, l’importante è che sia quella giusta. Lo sa bene Junior Murvin, il più bel falsetto della musica giamaicana e l’autore, insieme a Lee Perry nel 1976, di uno dei brani più amati in assoluto del reggae: Police And Thieves. Murvin però ha inciso molto altro prima e dopo, attraversando con la sua voce vellutata molte ere del suono in levare, dagli esordi come Junior Soul nel 1966 al recente Inna De Yard, uscito alla fine dell’anno scorso per la Mackasound.
 

LUKE VIBERT
Per la nostra intervista in musica questa volta siamo andati ad interrogare uno dei personaggi più particolari prodotti dalla musica elettronica nelle ultime due decadi. Un artista che ama mescolare le carte in tavola, coniugando acid-house, idm, hip hop, drum’n’bass e quant’altro in un misto di sperimentazione e danzabilità attraverso una miriade di denominazioni e di label diverse. Dalla Rephlex alla Ninja Tune, passando per Mo’ Wax e Planet Mu; di volta in volta come Wagon Christ, Kerrier District, Amen Andrews, Plug, The Ace Of Clubs, Spac Hand Luke e Butler Kiev, ma soprattutto con il suo nome di battesimo: Luke Vibert.


e inoltre...

Jay Electronica • Aaron Jerome • Red Bull Music Academy Anniversary • Eileen Southern - José Mojica Marins



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