Vuoi Fare il dj ? ....Allora Paga!
[ 05/07/2012 ]

http://issuu.com/slide_italia/docs/slide_08_2   pagina 67


di Piero Fidelfatti


 


VUOI FARE IL DJ? ….Allora “PAGA”


di Piero Fidelfatti


Questa è un approfondimento di una mia Nota pubblicata fu Facebook, il Social Network oramai tanto blasonato che viene riconosciuto come fonte attendibile anche in telegiornali o parte rilevanti di esse.  Sembra comunque che a parte la cronaca,  FB sia relegato ad un Forum o una bacheca di inviti a cui non ci andrà mai nessuno, per motivi di logistica e di distanza spesso nei miei seminari discuto su come esistono delle netiquette, le regole di Internet che valgono quanto un sapere scrivere correttamente l’Italiano e non il linguaggio degli SMS che io apprezzo solo se usati nel loro ambito di chiarezza velocità, nella nuova comunicazione  ci sono degli argomenti ”politica” a parte, che “bucano” la notizia, quando si parla di dj’s e di analogico digitale allora si scatena la “bagarre” . Già a settembre ero stato informato da un dj che aveva fatto una richiesta ad uno dei locali più importanti di fronte alla Mostra Internazionale del Cinema al Lido di Venezia. La richiesta era semplice, il dj portava l’impianto audio si occupava dei Flyer…in cambio di “tot”….  il gestore li ha risposto, senti non sei il primo a farmi questa richiesta,  non pago nessuno, ma se vuoi organizzare lo spritz party mi dai tu un di “Tot” di Euro e ti arrangi di tutto, permessi SIAE ecc.. vedrai con la pubblicità che ti fai con il nome del mio locale quante altre serate troverai. Questa è solo una delle tante realtà che mi vengono raccontate giornalmente, ho raccolto alcune testimonianze più per tracciare una realtà che nel corso degli anni si è radicata nel ambiente dei dj. Personalmente non voglio giudicare nessuno, o sentenziare chi ha più o meno torto o ragione. Ma certamente anche i dj hanno contribuito a questo sistema arrivando “alla frutta” accettando compromessi che variano dal lavoro in nero, ad una diminuzione del cachet. Certamente facciamo un distinguo di due categorie i cosiddetti professionisti che continuano a fare serate riducendo però il compenso, per rimanere nel giro mentre per chi vuole iniziare o riprendere a suonare dopo molti anni si trova davanti a molte difficoltà, tralasciamo le discoteche e concentriamoci sui disco bar che ad oggi rappresentano oltre il 70 % dei luoghi pubblici dove si esegue musica. La difficoltà che si riscontra e nel rapporto tra gestore e dj, il primo non vuole incasinarsi la vita è al massimo si interessa del permesso  SIAE e programma musicale. Il dj invece deve cercare di starci dentro con le spese, nel caso del dj anni 80/90 approfittano del loro vasto repertorio in vinile sfoggiando il fatto che suonare con i vinili e “figo” ma dopo mezzora e costretto a suonare i CD perché solitamente la gente preferisce ascoltare altra musica, le canzoni programmate alla Radio. Ma comunque sempre un costo per l’aggiornamento dell’attrezzatura e musica, se consideriamo poi l’adesione ad una cooperativa per la fatturazione, gran parte dei dj’s usano le cooperative per comodità anche perché i commercialisti dei gestori ignorano o non voglio complicarsi la vita con l’apertura agibilità per il dj, agibilità delle serate…Se poi si utilizzano i CD Masterizzati per suonare bisogna aggiungere l’adesione alla Licenza Dee Jay on Line della SIAE minimo altri 200 euro. Durante l’ultima convention dell’Associazione A-DJ è trapelata una diffusa abitudine da parte di alcuni gestori di locali di pattuire un compenso, però a fine serata il dj in questo caso una donna dj con esperienza mi raccontava che si è visto dimezzare l’importo pattuito, a difesa delle solite scuse, sai non è venuta tanta gente, abbiamo fatto poche consumazioni…prendere o lasciare. Però giustamente la dj mi ha fatto notare che non si parla mai di contratti, molti dj lo fanno hanno una agenzia di Booking  è ci pensano loro. Ma i free lance i giovani o chi non  è nel giro giusto? Si trova nella situazione di un mio collega che la settimana scorsa ha lavorato ad un spritz party con un gettone di presenza pattuito, alla fine serata anche a lui il “pianto” del gestore sai pensavamo a più gente, la gente ha consumato poco, per lui nemmeno la metà del compenso pattuito anzi ha pagato 30 euro di consumazioni. Credo che il nostro prossimo impegno per il 2012 oltre all’inserimento, è questo è un argomento, a cui ci tengo in modo particolare, l’esenzione, degli adempimenti informativi e contributivi nei confronti dell’Enpals, con legge n. 222/2007 - è relativa solo a (giovani fino a diciotto anni, studenti fino a venticinque anni, etc.) questo particolare regime di esenzione di cui al comma 188 in oggetto, deve risultare applicabile anche ai soggetti che svolgono l'attività di disc-jockey.


E poi aggiornare i minimi sindacali della nostra categoria e mettere a disposizione degli associati dei contratti standard e tutelarli nell’eventuale inadempienza da parte del gestore.


Piero Fidelfatti The art of Djing


 


 


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