Slide Free press 11
[ 18/04/2011 ]

QUELLA NOTTE IL “DJ” MI HA SALVATO LA VITA

 

Ogni sabato sera il “rito” si ripete, un Real Movie: si caricano in station vagon le flight case con i dischi cuffie e altro per poi passare sotto casa di MAURO* e DANILO*  dopo una mezz’oretta tappa obbligatoria al distributore di benzina. Solito punto d’incontro con ragazzi e ragazze, mentre si fa benzina si beve qualcosa in compagnia, si spettegola un po’ sull’abbigliamento scelto per la serata, per gli uomini la classica tshirt e jeans per i “fighetti house” magliette firmate e tutto il resto, intimo compreso…per le donne lascio a voi l’immaginazione. Arriva il momento di decidere se seguirmi al locale o come di solito fanno alcune compagnie: “nooo stasera  “oh ohoho ho” Piramide, è un pezzo che non ci andiamo”. Ultimo giro di bevuta, chi acquista le sigarette chi le Rizla, ci si accorda su come dividerci nelle macchine, le ragazze da sole perchè non vogliono gente che fuma nella macchina della mamma. Gli altri  pronti a salire da LUCA* a lui non manca mai niente, e se qualcuno ha delle “preferenze” fuori del locale Luca  trova di tutto. In macchina con me Lazza* e Pauligno*.  In auto si comincia a ragionare, tra un dialogo e una barzelletta Lazza* mi fa una domanda seria: ma perché solo alcuni dj come te hanno un carisma in consolle? una domanda che in un altro momento avrei evitato o  forse risposto in maniera diversa, ma quella sera mi riaffiorarono alcune parti delle lezioni che spiegavo nelle mie scuole: in cosa consiste veramente “essere un dj?” Ho sempre considerato il mo lavoro come un Regista, spiegavo citando l’autore Bill Brewster , nel suo libro Last night a DJ Saved my life ho letto che considera il disc jockey come la recente reincarnazione degli antichi sciamani che utilizzavano il Ballo Verso il mondo spirituale, la Bibbia afferma che “esiste un tempo per ballare” il “Talmud” Ebraico sostiene che gli angeli danzano in paradiso. La legge Rabbinica stabilisce che gli ebrei devono ballare durante i matrimoni…saltando le vecchie scritture ho posto un esempio: una verità che esce da una canzone culto “God is a DJ” di Faithless. Raccontai un  estratto di un intervista di David Mancuso inserita nel DVD the MAESTRO  dove spiega: il ruolo del dj è come un pilota,i conduce il viaggio e deve portare il suo pubblico in un “viaggio” che sia il più possibile lineare e sopratutto di portare il fine serata come in un atterraggio senza sbalzi o alterazioni del pubblico portandoli soddisfatti e non fatti,  a non  richiedere ad alta voce “l’ultimo disco”. Ridendo sottolineai ecco sono il vostro dj pilota e vi avviso di non slacciare le cinture che stiamo arrivano, tra le risate dei ragazzi. Arriviamo in al parcheggio solita coda della discoteca. Il dj ha sempre il suo posto personale. I ragazzi scaricano le flight case e si avviano all’entrata evitando la lunga coda, entriamo tutti assieme, con qualche faccia di disapprovazione, di chi aspetta in coda il momento di entrare. Io e Mauro* ci portiamo in consolle per salutare i colleghi e fare due chiacchiere,confrontiamo gli acquisti fatti in settimana anche per non proporre delle stesse Hit. La serata prometteva bene locale pieno e anche se la musica di sottofondo era bassa di volume La gente già creava un certo (Rumour.) Ci spostammo il bar al nostro angolo per gustare il primo Gin Tonic. Si avvicinava il Warm Map e già gli amici volevano in esclusiva la registrazione della serata. La consolle era blindata: solo dj e animazione. Era mia consuetudine seguire sin dall’ l’inizio la serata,anche se non facevo il Warm UP  questo mi permetteva di osservare e ascoltare come si costruiva il Mood con il pubblico. Le serate quelle speciali Le senti a fior di pelle e come leggere un libro dall’inizio se lo apri a metà non sai cosa ti sei perso…  per entrare in sintonia con tutti a volte risulta difficile. Alcune compagnie di ragazzi hanno l’abitudine di “calare” la pasta tutti assieme questo li rende unititi protettivi e legati da un’inspiegabile attrazione tribale che li unisce non solo nel ballo. Stavo ancora riflettendo su queste cose e mi accorsi che era giunto il mio momento di suonare il pubblico era stupendo un onda un flusso di corpi che seguiva il ritmo della musica lasciai il disco del dj suonare sino all’ultimo solco, una parte dei clubber avverti la mia presenza in consolle seguendo le gestualità di rito avvicinandosi alla consolle, presi la mia cuffia controllai il mixer volumi eq e preparai il primo disco sul piatto un veloce spostamento delle mie flight case, una veloce vaschettatura per selezionare dei pezzi da apertura appoggio la puntina all’inizio del solco del disco apro lo slide

dal mixer le note si diffondono, cambiano le luci e un coro unico segue la melodia, l’adrenalina sale i clubber esplodono in un coro da stadio inizia la serata, tutti sono protagonisti non importa il ceto sociale, i problemi del lavoro “è la loro serata” e solo il dj può rovinare le loro aspettative ma questo non succede l’esperienza mi porta a mantenere dei ritmi sostenuti con dei cambi sulle Hit che loro conoscono, riportandoli poi sul mood che condividono tra loro e persone che non conoscono la musica ha questo fascino, le mie mani impegnate nei piatti. L’attimo in cui alzo lo sguardo per vedere la gente che balla, scopro un fiume che scorre, un’onda” che si rinnova, disco dopo disco, le facce soddisfatte, il sudore, il trucco sfatto, i movimenti… tutto è nelle mie mani…“nessuno deve lasciare la pista”… mosse sinuose catturano la mia attenzione, attorno al suo “ballo” si crea un vortice, tutti cercano di seguire i suoi movimenti, la folta chioma rotea al ritmo delle percussioni, le mani seguono il “beat”… il piede batte al ritmo nel “cambio” dei dischi… La mia concentrazione è nella sua figura, centinaia di persone ballano in pista, in un attimo diventano, parte di uno scenario, surreale, le luci strobo esaltano i movimenti dei corpi che trovano nel sound, il ritmo tribale, seguono un istinto primordiale, un amplesso tra luci e musica dove sono protagonisti…è adesso? La concentrazione è sul disco… sta finendo!!! La “magia” deve continuare, una veloce ricerca trai i dischi.. un flash, in un attimo la mia mente crea una virtuale sequenza.. il disco giusto… è questo!!! il vinile segue i movimenti di rito, rotea tra le mie mani, lo metto sul piatto, la ricerca del solco è automatica, non avevo pensato solo al ritmo, quello muove il corpo, ma la loro mente sta seguendo un “viaggio”. la voce della cantante sa “toccare” le giuste vibrazioni…. effettuo il mix… non sto con la testa china sul mixer, anzi cerco?…non devo cercare niente!!!… sono in pista con loro, l’emozione è unica, entro con il disco in mix, la gente sente “l’onda” che sale, il sound si fonde tra i due dischi, i miei movimenti del corpo accompagnano il ritmo, la tecnica. Il rito ancestrale si amplifica, la mia concentrazione e nei movimenti di una, dieci, cento, mille persone…chiudo il fader del mixer lasciando il disco precedente ad un… ricordo… osservo le mani che seguono il ritmo del nuovo beat, volti illuminati, urla di gradimento… la mia mano destra alzata, approva…Credo di avere tutto sotto controllo la gente balla il bar e pieno, ma mi accorgo che tra le decine di persone che assediano la consolle, c’è una ragazza che stringe le sbarre della consolle, non dovrei, ma mi avvicino le chiedo vuoi salire in consolle? Mi guarda e i suoi occhi mi dicono mille cose, la faccio salire da i bodyguard e le chiedo di sedersi a fianco delle flight case, continuo la mia serata dò il meglio di me stesso come sempre… Tra i miei ricordi una serata in cui ottenni una Standing Ovation, non perché il pubblico era “fatto” non si erano neppure accorti che stavo sfumando l’ultimo disco, c’è stato per un attimo un silenzio coperto solo dalle vibrazione dei loro corpi, partì un primo applauso a ruota tutto il locale a battere le mani e fischiare con approvazione tutti mi guardavano con un espressione di ammirazione che non ho mai provato in vita mia, e tutti uscirono dal locale compostamente come ad una Premiere solo all’uscita i commenti strette di mano richieste della registrazione della serata. Altre volte ottenni a fine serata delle standing Ovation ma era tutto più chimico mancava la magia. Alla fine mi accorgo che quella ragazza e ancora seduta vicino alla consolle le chiedo come va? Ti è piaciuta la serata? Mi ha preso la mano l’ha stretta e avvicinandomi mi ha detto “sei un angelo è la prima volta che ti ascolto senza assumere Extasy con i miei amici, stasera ho capito e ho vissuto con te, le tue stesse emozioni la tua musica il tuo essere... ” non so chi sia, che nome ha, non l’ho più rivista… ma le devo molto.

Piero fidelfatti 

 

 

(Racconto estratto da dj_for life- di Piero Fidelfatti)

I fatti sono realmente accaduti* I Nomi e riferimenti sono casuali)

Su Slide n°11 il racconto di Piero Fidelfatti Quella Notte il dj mi ha salvato la Vita. pag 79-81 leggetelo on line   http://issuu.com/Slide_Italia/docs/slide_11 

 
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