il Punto di Fidelfatti June 2011
[ 06/07/2011 ]

Il punto di Fidelfatti sula Licenza SIAE intervista con il Presidente A-DJ Deborah De Angelis. Su Jocks mag Bulletin Giugno 2011


IL PUNTO DI FIDELFATTI

 

Con l’avvicinarsi della stagione estiva è tempo di stendere un bilancio dell’attività svolta da

A-DJ e dalle associazioni più rappresentative AID, ASSODEEJAY e ANDAP. La mia prima valutazione è di sottolineare la capillare diffusione di informazioni sulla Licenza Dee Jay On Line tramite le associazione; i vari post su Internet in Blog e Forum. Le polemiche? Si sono in parte calmate, ma a molti rimane il dubbio serva o non serva avere la licenza?. Di questo ne abbiamo discusso e scritto molto, ai più è risultata chiara l’importanza di questa Licenza che tramite le riunioni del comitato Paritetico, si aggiorna e si perfeziona anche in base ai suggerimenti degli stessi dj. Dal 2010, dopo la fase sperimentale e l’inizio dell’operatività definitiva della licenza, non può essere accampata come scusa “la non conoscenza dell’esistenza della stessa” in caso di eventuali controlli.

Adesso siamo in un momento cruciale, in una fase in cui si deve offrire la “professionalità” da molti richiesta, e dove ci si aspetta che il dj rispetti i propri “doveri”, non sottolineo “obblighi”, a rispettare almeno alcuni oneri richiesti dalla Licenza. La compilazione del database online, che dovrebbe essere costantemente aggiornata, non trova un riscontro positivo nell’attività di gran parte dei dj, i quali, in molti, mi hanno personalmente confermato che non hanno “mai inserito un brano? Tanto, nessuno controlla, basta pagare e ti lasciano tranquillo….”. A queste affermazioni posso solo rispondere che sono rimasto sorpreso, ma non più di tanto. I controlli arriveranno. Nei scorsi mesi la SIAE è stata commissariata ed il dott. Gian Luigi Rondi è stato nomitato Commissario straordinario della SIAE, insieme al prof. avv. Mario Stella Richter e all'avv. Domenico Luca Scordino che sono stati nomitati vice commissari. In questa situazione sta subendo un notevole ritardo la fissazione della prossima riunione del Comitato Paritetico. Dal mio punto di vista, sarebbe opportuno proporre l’inserimento nella Licenza Deejy On Line di una fascia più bassa che preveda un database di 1000 copie annuali ad un costo dimezzato rispetto l’attuale fascia A.

Altro aspetto da mettere in evidenza è la quota di iscrizione annuale prevista per le varie fasce, inizialmente scelta per semplificare l’iscrizione, ma ad oggi ritengo che sarebbe più opportuno pagare “a consumo”. Molti dj,infatti, non arrivano a effettuare più di mille in un anno, perché allora pagare per 2000 se si effettuano solo 800 copie lavoro? Il pagamento dovrebbe avvenire solo per le copie effettivamente realizzate ed utilizzate nel corso del proprio lavoro.

Sull’altro fronte la SCF momentaneamente ha altre cose a cui pensare, le dimissioni del presidente Saverio Lupica, tagli drastici e immediati all’organico al fine di abbattere i costi di gestione (ne hanno fatto le spese 13 componenti dello staff e 11 agenti). L’assemblea SCF del 27 aprile scorso ha messo in evidenza  una pesante crisi gestionale: 22 per cento in meno, rispetto all’anno precedente, in termini di fatturato (28,9 milioni di euro), con un crollo del 32 % delle somme ripartite (24,1 milioni di euro). Si predice cosi un’estate senza eccessivi controlli e obblighi di iscrizioni alla licenza proposta dall’SCF?
 

Lo chiedo all’Avvocato Deborah De Angelis Presidente di A-DJ, che ci racconterà lo stato del lavoro eseguito sin ora dall’associazione.

 

AVV.DEBORAH De ANGELIS Pres. A-DJ

 

Il 28 settembre 2010, con la sottoscrizione del rinnovo del protocollo di intesa con la Siae per la licenza copie ad uso lavoro del dj, la stessa ha terminato la fase sperimentale entrando così definitivamente a regime. In occasione di ciò, si è voluto superare il dubbio, sollevato da molti dj, chiarendo, attraverso l’introduzione del V comma delle premesse alla licenza SIAE, che la stessa“… è obbligatoria per le sole riproduzioni effettuate dal titolare destinate alla pubblica esecuzione mediante strumento meccanico delle composizioni e non attiene all’uso dei supporti fisici o digitali originali in commercio lecitamente acquisiti dal titolare”. Pertanto, chi esegue in pubblico file musicali legalmente acquistati dai servizi di musica on line, suonandoli direttamente dal computer, ove li ha scaricati, non è tenuto a sottoscrivere la licenza, così come il dj che suona supporti originali (vinile o Cd).

Di pari passo abbiamo portato avanti la negoziazione sul versante dei diritti connessi dei produttori di fonogrammi, al fine di consentire al dj di ottenere l’autorizzazione anche da parte di questi ultimi per l’esecuzione delle copie in pubblico dei supporti sia analogici, sia digitali. Il nostro fine è quello di garantire al dj un’autorizzazione globale anche sul versante dei diritti connessi, così come avvenuto con la Siae per il diritto d’autore, ossia sull’intero repertorio, anche di titolarità dei produttori di fonogrammi non associati alle società di gestione collettiva del diritto connesso, con le quali siamo in fase di negoziazione.

Queste ultime, infatti, incassando il compenso richiesto, si farebbero carico di manlevare il dj da qualsiasi ulteriore richiesta di soggetti terzi.

Altra esigenza è la conformità ai compensi richiesti dalla Siae anche a favore dei diritti connessi ed è proprio su questo punto che non abbiamo ancora trovato un accordo.

Il calo vertiginoso dei costi della musica, nel passaggio dal mercato dei supporti dall’off line all’on line, consentirà ai dj professionisti di farsi carico del costo annuale della licenza (Siae e diritti connessi), se questo rimane ragionevolmente non elevato, al fine di garantire alla categoria di svolgere legalmente la professione.

n tale senso, sono indispensabili sistemi di comunicazione e di controllo al fine di garantire la correttezza e il rispetto della procedura.

Da ultimo, in ossequio al principio di territorialità, la licenza sarà resa presto operativa anche nei confronti dei dj stranieri che vengono a svolgere la propria professione in Itala.Infine - per rispondere alla domanda di Piero - credo che solo i dj regolarmenti associati ad A-Dj o ad una delle associazioni maggiormente rappresentative possano, senza indugio, sempre se regolarmente muniti della Licenza Siae, attendere la chiusura della negoziazione con la SCF per sottoscrivere la relativa licenza. Tutti gli altri sono in una situazione di precarietà con il rischio che, l’intensificazione dei controlli del periodo estivo, li trovi impreparati

 


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