La cultura del Suono....by Fidelfatti
[ 15/07/2012 ]


LA “CULTURA” DEL SUONO

di Piero Fidelfatti The art of djing

La cultura del suono.

Scritta cosi, emerge come una materia di scuola come argomento di discussione tra tecnici sempre impegnati a dare importanza alle frequenze e algoritmi audio. Nel mezzo, il dj che nel corso degli ultimi anni ha contribuito, sin dai primi anni ’80 a modificare e personalizzare il “suono” realizzato in studio di registrazione. E’ indiscutibile che da quando il dj a pari passo con il nascere del sistema di comunicazione MIDI e la commercializzazione dei Sintetizzatori Juno, Jupiter Dx7…e drums machine: Roland 808, 909 (che andavano a sostituire la classica Linn drum LM1). Sostanzialmente fu il dj a portare nei studi di registrazione il “colore” del suono dei strumenti citati e di tanti altri sia fisicamente portando in studio queste attrezzature che costavamo la metà di quelle già presenti nei studi o facendo ascoltare al fonico i dischi con le sonorità che voleva registrare per essere al passo con i dischi che si vendevano e si ballavano di più. A testimonianza di questo basta ricordare due Cult musicali degli anni ’80 l’Italo Disco e L’House Music. L’Italo Disco aveva come caratteristica musicale le BPM più basse rispetto all’’House che proponeva dalle 115 BPM la velocità delle canzoni. La ritmica dell’Italo Disco era legata alle classiche drum machine con il supporto ritmico della batteria a pad Simmons, un timbro inconfondibile le rullate sono presenti al 90% di tutti i dischi di quel periodo. Questo in Italia, ma oltreoceano i dj scoprirono le sonorità della Roland TR 808 (ad oggi la più usata nel R&B) subito sostituita dalla TR 909 non solo perché MIDI ma il timbro e frequenze della cassa e rullante “suonavano” già bene che non serviva più di tanto equalizzarle. Altro strumento che caratterizzò quegli anni soprattutto per il suono del basso un timbro inconfondibile molto usato nel Pop e Rock e in Italia nella disco il DX7 della Yamaha. Tastierine per giocare con la musica? chi non ricorda o ne ha solamente sentito parlare delle Casio, il Gruppo tedesco dei Trio con DA DA DA con quel suono preimpostato hanno venduto milioni di dischi. In Italia ad esempio fu sottovalutato da subito il Bassline della Roland TB 303 relegato come giocattolino come le Casio. Negli states soprattutto da Cichago nasce un sound nuovo, unico, proprio dalla caratteristica del sequencer con gli oscillatori non sempre stabili che creavano da soli o manualmente delle aperture e chiusure dei filtri bel bassline creando le prime sonorità Acid House sonorità tipica e unica della TB303 che esplose negli anni novanta con la Techno, allora chi lo aveva a suo tempo snobbato ha dovuto ricercarlo nell’usato a cifre stratosferiche. A ripercorrere una cronologia storica tra strumenti e suoni sarà compito di che ha vissuto quei periodi magnifici dove “fare” i suoni era una magia tanto da gratificarne il lavoro per poi essere campionato da altri musicisti e dj per avere quel suono e timbro particolare. La generazione dei suono anni ’90 non portò grandi cambiamenti se non nella predominante e ricercata timbrica di suoni più “cattivi” per la techno per le ritmiche un ritorno alla musica anni ‘7° soprattutto nelle linee di drums funky tra tutte funky drummer di James Brown velocizzata è utilizzata nella musica Jungle e Hardcore. Per chiudere questa breve introduzione alla cultura del Suono ricordiamo alcuni dischi che anno legato ad un groove o ad un riff di tastiera il loro successo. In ordine casuale: James Brown Funky Drummer (drums), Giorgio Moroder Donna Summer (synt Sequencer) Robin S Show me love (Horgan) CLS Can’t you feet it (riff Synt) Felix Don’t you want me (riff synt)….oggi I “suoni” si fanno li si trovano belli e pronti sui nuovi VST, credo non ci sarà un ritorno al vintage analogico il digitale di oggi offre di tutto e di più.

 

 


http://issuu.com/slide_italia/docs/slide_17 


 
versione stampabile

[ archivio news ]
 
 
 
 
© 2002 DJing - All Rights Reserved