il Punto di Fidelfatti Jocks
[ 30/05/2012 ]



IL PUNTO…(a capo) di FIDELFATTI

Presidente The Art of Djing

Un estratto da una e-mail personale inviata al Presidente di Assodj Di Gioia:  Questa licenza non è gradita dai dj e si è rivelata un boomerang creando un malumore nell'ambiente. Molte cose si potrebbero fare e modificare ma noi (associazioni) non possiamo "lavorare" per la SIAE e andare contro i dj, sopratutto in questo periodo di crisi occupazionale, Noi non possiamo avallare e richiedere più controlli sui dj se compilano il database delle copie, quando vedrò nei miei rendiconti semestrali SIAE come Autore e Compositore, la voce "licenza dj on line" nelle ripartizioni, allora posso spiegare ai dj che la licenza non è solo un fardello o una tassa una tantum... come viene considerata da tutti i dj's…. Tante le reazioni alla mia riflessione, www.djing.it preciso “personale” la mia mail era diretta a Di Gioia che poi mi ha chiesto l’autorizzazione di pubblicarla sul sito di Assodj visto i contenuti interessanti e condivisibili.  Là  mia collaborazione con le associazioni d categoria che stanno operando per la qualificazione della professione dj: AID, A-DJ  ASSODJ e ANPAD è nota a tutti, pur avendo una mia associazione, che si occupa di formazione, informazione e partnership degli eventi dj oriented più rappresentativi nel panorama Italiano.  Nel corso di questi anni non ho mai ambito di diventare una associazione di categoria, perché sono convinto che quello che serve oggi, sia una “Federazione” dove siano presenti tutte le associazioni. Sono della convinzione che il dj deve occuparsi del lato artistico del suo lavoro, non deve perdere giornate su internet per capire come funziona il suo ruolo nell’era digitale: districarsi tra mille opinioni e aggiornamenti come l’integrazione totale da parte dell’ENPALS con L’INPS. Su dati non aggiornati reperibili sul Web l’ultimo pubblicato da Finto Figo:Solo la SIAE ha oltre ottantamila iscritti!  cifra da rettificare visto il superamento delle 250.000 iscrizioni. Parliamo di cifre? la domanda che mi sono posto e poi rivolta ai miei colleghi: quanti dj ci sono in Italia?... la base di questa domanda da un articolo uscito sul corriere della sera del 2000  indica il numero dei dj in 15.000 qualcuno oggi azzarda il triplo? e anche su questo i  pareri sono discordi. Dai dati ufficiali pervenutici  dal SILB le Discoteche e i locali da Ballo, iscritti al SILB al 2010 sono 2521, contro quelli  indicati  nell’articolo del Corriere della Sera che indicava come 5.000 le discoteche in Italia, dati su cui riflettere. Altr Dati da ASSOINTRATTENIMENTO che ragguppa oltre 600 Discoteche nella propra Associazione. Difficile ottenere dei dati certificati da parte dell’ENPALS per l’avvicendamento di cambio personale all’interno della stessa. Considerazioni anche sulla Licenza DJ ON LINE, posso usare i file di download legalmente acquistati senza incorrere in sanzioni? anche se li uso direttamente dalla sorgente madre? Perché è cosi complicato aggiornare il Database della Licenza SIAE? Quando siamo ancora al cartaceo con il programma musicale (modello 107 SM) con poche colonne da compilare… Ora vogliono intensificare i controlli ai dj in possesso di licenza per verificare, se effettivamente compilano il Database ( le associazioni ritengono giusta questa iniziativa?) sembra di si.  La situazione di lavoro è al paradosso, ci sono dj  che si preoccupano più di alcuni avventori che si aggirano con fare sospettoso vicino alla consolle, che concentrarsi sul lavoro, pensando ad un controllo, di conseguenza: serata “rovinata” anche se poi il personaggio “strano” era solo curioso di vedere l’attrezzatura del dj.  L’informazione nessuno lo può negare c’è, ma frammentata legata al fatto o sei iscritto o non ti posso aiutare, questo atteggiamento è comprensibile da parte delle associazioni, ma va a scapito di una libera informazione  che eviterebbe ai dj di cercare informazioni su internet,  il compito di informare  di stilare dei Report, delle riunioni con le varie categorie di confronto,: SIAE, SILB, IMAE… devono essere le associazioni  periodicamente e congiuntamente a tenere aggiornato il proprio associato e non, sugli sviluppi di queste conference. Sarà poi come è giusto che sia, ll dj a decidere a quale associazione aderire. Riporto un'altra parte della mia “riflessone”: Sono sempre della convinzione che chi usa file illegali non è un dj e non avrà mai l''intenzione di regolarizzare la sua posizione con licenze ENPALS o altro, avallati da gestori improvvisati, non quelli del nel mondo della notte, che non esiste più, ma il largo diffondersi dei disco bar... il SILB non può solo adesso lamentarsi del sommerso, hanno avallato per troppo tempo i loro soci per la pratica diffusa di lavoro in nero, fatture false fatte dai dj come collaborazione artistica o consulenza, senza mai registrarle o, come in molti fanno, non inserendo le ripartizioni INPS ENPALS, (non sto parlando del giusto lavoro delle cooperative) per non parlare dei PR capitolo di cui si ignora quasi completamente il fenomeno e neppure gli organi di controllo fiscale se ne preoccupano, eppure si parla di centinaia di milioni che sfuggono ad una, se pur minima, normale tassazione La strada da percorrere è ancora lunga, oggi si “Collabora” con la Nuova IMAE, ancora con SIAE, SCF con progetti di legge depositati alla Camera e non ultimo il SILB… ma al di la di tutto questo non importa più di tanto al che dj chiede, riconoscimento  professionalità per lavorare tutelato come qualsiasi altra categoria.  Una Domanda? chi sancisce, chi certifica i requisiti per essere un dj? chiudo questa mia prima parte riportando un estratto della lettera di un amico e operatore del settore qualificato, scritta e pubblicata sul sito di assodj: … l’impressione che ho riportato è quella che, a differenza di altri paesi, viviamo in un mondo a due velocità.... Gabriele Chinaglia


 
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