Tutti fanno i dj's
[ 11/02/2013 ]

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IL PUNTO DI FIDELFATTI

 

Tutti fanno i dj’s? sembra di si, ma non è una affermazione nuova. Un estratto da una  intervista, che risale a trent’anni fa dedicata ai dj’s su Radio 2 dal programma: 3131 del febbraio 1982 con Carlo De Blasio dell’’A.I.D emerse una domanda….Ma non siete un po’ troppi come Disc Jockey? Io come Direttore di Radio 2, mi trovo spesso davanti a numerosissime richieste di ragazzi che vorrebbero fare questa attività. Bisognerebbe disilludere questi ragazzi di riuscire in questo lavoro


 

Ho sempre fatto “tesoro” di queste parole, cercando di non monetizzare la mia conoscenza solo per interesse, molti altri lo fanno. Su Facebook girano vignette, Post e tweet proprio su questo tema. Le lamentele sono sempre le stesse “Troppi DJ “ con il Sync” non si è un vero dj. Oramai si è radicata questa convinzione, ma io la vedrei sotto un altro aspetto. La mia lunga esperienza mi fa vedere sempre un lato positivo, quello di una possibile crescita di una nuova generazione. Sono d’accordo con molti di voi che effettivamente la concorrenza è aumentata, ma certamente dove lavorano i giovani difficilmente troverete dei special guest, dipende poi dal tipo di locale. Ma non mi voglio soffermare troppo su questa leggenda metropolitana, ogni volta che un dj scrive un post: sempre le stesse risposte, a volte noiose e arroganti. Personalmente invece tramite Facebook mi sono trovato due volte in situazioni imbarazzanti con un dj che esprimeva un sfogo tale da farmi meditare e preoccupare lo stesso tempo.

Con Dino Montanaro ci siamo sentiti per capire e poi comprendere che gran parte dei giovani che si avvicinano al djing trovano molte difficoltà.

Ho iniziato ascoltando musica da club in vari locali e discoteche e me ne sono innamorato a tal punto da iniziare ad intraprendere anche io, seppur con qualche difficoltà iniziale, la strada del DJing con tanta passione, La difficoltà principale è inserirti nessuno mi ha aiutato cerco di gestirmi da solo.  Ho iniziato con della semplice attrezzatura di base, 2 CDJ-100s e un mixer a 2 canali, anche se in realtà avrei preferito iniziare con 2 bei giradischi, ma mi sono accontentato lo stesso...con il passare del tempo, una volta imparata bene la tecnica di base, ho deciso di spingermi oltre e di passare ad attrezzature più costose e professionali. Inizialmente ho acquistato (grazie anche all'aiuto dei miei genitori che hanno assecondato le mie forti passioni) 2 Pioneer CDJ-2000 e 1 mixer, sempre Pioneer, DJM-900 nexus ed in più anche un'unità effetti esterna (RMX-1000 Pioneer)...da poco ho acquistato 2 nuovi CDJ-2000 NEXUS, i nuovi CDJ top gamma della Pioneer...direi che proprio non posso lamentarmi... per   questo devo ringraziare ed questo devo ringraziare i miei genitori.

Certamente come per Dino, molti altri ragazzi investono molti soldi su una passione che non dà subito un rientro economico, Quanti soldi investiti in dischi che invecchiano troppo presto… Da qui inizia un primo sconforto che porta il giovane djs ad accettare compromessi pur di lavorare in uno staff e avere il proprio nome su un flyer. Per non parlare poi dei costi di iscrizone ad una associazione, cooperativa, licenza dj on lne SIAE o altro, questo spaventa e contribuisce non poco ai djs a farsi quattro conti se vale effettivamente la pena di affrontare il “tutto” per guadagnare pochi euri. Nell’ultima parte della chiacchierata con Dino si sofferma più che del malcontento, ho provato un certo dispiacere per non avere gli spazi giusti per esprimermi e far vedere alla gente ciò di cui sono capace. Nel mio paese (Ostuni, BR) ci sono già troppi "DJ" e non è facile esprimersi al meglio...anche se (dato che sono molto esigente) mi piacerebbe trovare le persone giuste che possano inserirmi a suonare altrove, in luoghi meno chiusi e più aperti alla musica e alla libertà di esprimersi...perchè oggi se un vero DJ vuole emergere e distinguersi da tutti gli altri deve sudare tanto, si, fare sacrifici, ma anche avere la possibilità di liberare la sua espressione musicale e il suo stile...cosa che dalle mie parti è molto difficile. Ci sarebbe di cui discuterne, Un unica ricetta non c’è, la gavetta e non i compromessi e far riaffiorare la utilità del dj resident e credo sia sbagliato affidare ad altri la propria attrezzatura pur di esserci in consolle come Dino che mi ha dichiarato: Attualmente collaboro anche come tecnico audio in molti club della mia zona,l'impianto che ho adesso il fine settimana lo do in affitto ai locali che me lo chiedono, avendo in questo modo anche la possibilità di conoscere e confrontarmi con molti DJ e produttori già affermati ed esperti...e questo è un motivo in più per crescere sia come DJ che come persona? https://www.facebook.com/dino.montanarodeejay

 

 
 
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