TOGLIETEMI TUTTO...MA NON IL DJ
[ 07/07/2003 ]

ARTICOLO DI TREND LUGLIO 2003 TOGLIETEMI TUTTO...MA NON IL DJ Inarrestabile l’evoluzione del lavoro del dj, e della tecnologia al suo servizio. Dal “mettere i dischi” negli anni ‘70/80, al “fare una serata”, con i “piatti” e cd player, arrivando al “dj set” d’oggi, usando il computer lap-top. In un prossimo futuro, saremo sostituiti da un dj-robot? A distanza di trent’anni dalla nascita è affermazione in Italia di questa professione, credo sia arrivato il momento di fermarci, riflettendo sul vero ruolo del dj nell’attuale panorama musicale d’oggi. Un segnale d’allarme mi è arrivato dopo aver letto un articolo uscito sul settimanale Panorama, che titolava: ”Il computer va in discoteca” - “al posto del dj, un programma che decide e analizza le reazioni del pubblico e cambia la musica”. A memoria ho ricordato una richiesta pervenutami da un gestore di un locale, “appena sei a conoscenza di un sistema che possa sostituire il dj avvisami !!! Un dj virtuale? Certamente non ne abbiamo bisogno...specialmente in questo periodo dove si parla di crisi di lavoro, ma a mio avviso sopratutto di identità. Il nostro ruolo confermato nel panorama musicale di oggi è quello d'esperto in club culture, creatore e promotore di nuove mode musicali. Insostituibile "trainer" di serate musicali, produttore di hit discografiche, che a volte spiazzano a livello di vendite anche i più consolidati nomi, delle rock/pop star mondiali. Questo come prima risposta al dj artificiale o all'affermazione dell'inventore Dave Cliff"ho fatto anch'io il disc jockey, so che parte del lavoro è meccanico, quindi riproducibile da un computer"....certamente il lavoro meccanico può essere gestito da un computer, da una automazione programmata, ma la scelta musicale? l'improvvisazione e l'istintività? che nel momento di stacco di un pattern di una canzone ti porta a giocare con il fader, per enfatizzare l'entrata del disco, l'intelligenza artificiale certamente non saprà cogliere la tentazione di giocare con il gain dell'equalizzatore del mixer per diminuire i bassi, per creare l'attimo di sospensione, per poi caricare la pista con la cassa...a mio avviso sarà molto difficile sostituire il "feeling" del dj Considerando poi, che da una parte la tecnologia ci sta aiutando, dall’altra però, ci sta togliendo l’ARTigianità, che ci ha sempre contraddistinto. Certamente il futuro del “mezzo” di lavoro sarà legato ai software di simulazione consolle dj, su PC, con funzioni atte ad emulare l’uso del vinile o dei cd player. Questo, stimola la creatività artistica, mutando però la manualità, portando il dj ad essere più tecnico, tralasciando però la vera “tecnica”, quella manuale, concedetemi il gioco di parole. Se analizziamo inoltre i pochi articoli dedicati al lavoro del dj, da parte della stampa musicale in italia troviamo il vuoto(!) iinvece di creare interesse o almeno curiosità, mi ritrovo ad aquistare un noto mensile che titolava in copertina "le cinque dritte per diventare dj- trovando nell'articolo affermazioni tipo"il dj mischia i dischi, come si dice in gergo"...vorrei sapere chi usa questo gergo? le carte si mischiano non i dischi!...e poi i consigli...non vorrei essere polemico, o forse si. Mi fa piacere che si parli della nostra professione, ma se dovete dare dei consigli non scendiamo in banalità...queste sono le cinque mosse consigliate dal mensile: "primo, acquistate un giradischi...secondo un campionatore, terzo un cd player...e come dire che per fare il dottore servono il camice, il bisturi....il paziente...credo di avere reso l'idea? parlare di più del nostro lavoro e buono, ma non limitiamoci solo alle mode e dischi del momento. Piero Fidelfatti
 
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