CREARE UNA HIT
[ 04/06/2004 ]


CREARE UNA HIT



L’IDEA
Il dj acquisisce il desiderio di creare un disco partendo dall’idea stimolata da un particolare genere musicale, da una acapella di voce, da un groove o semplicemente da un giro di synth che gli gira continuamente in testa. Quante volte suonando una canzone, si sente la necessità di modificare la stesura, allungando l’introduzione per il mix in discoteca, o modificarla per avere una versione radiofonica, trasformarla e valorizzarla con parti ritmiche e fx.
(continua)

1) LA REALIZZAZIONE
Volete realizzare la vostra idea musicale? Nell’eventualità  che non avete i contatti giusti per arrivare alla produzione combinata con uno studio o etichetta specializzata, createvi un vostro personal home studio, avrete cosi il tempo per provare e riprovare le vostre idee arrivando alla realizzazione di una “demo” o addirittura alla stesura definitiva e master del vostro disco.

Per familiarizzare con la tecnologia vi consigliamo di acquistare un programma facile e intuitivo. Cercate di usare programmi originali, eviterete i crash e avrete sempre a disposizione gli up-grade gratuiti. o a prezzi vantaggiosi. Un suggerimento da seguire e quello di leggere i manuali dei programmi che userete, Non perdete tempo eseguendo ad intuizione il funzionamento degli stessi. La perfetta conoscenza dei programmi che usate vi farà  risparmiare del tempo, e vi permetterà  di sfruttare al massimo le capacità  degli stessi. (continua)

2) LA BASE RITMICA
ll primo step per realizzare la stesura di un prodotto discografico.
Il groove ritmico, o il semplice pattern di batteria è il fondamento su cui costruire una canzone. Ogni genere musicale ha delle sonorità  specifiche, anche se volete sperimentare ritmiche alternative, per fare “suonare bene” un disco servono degli strumenti e suoni che oramai sono degli standard per degli stili musicali specifici, per poi modificarli e personalizzarli.
Per costruire la vostra base ritmica potete utilizzare dei pattern già  pronti presenti nelle drum box dei software musicali o plug in, dove troverete inclusi i set delle drums più conosciute. Campionare un loop ritmico da un disco o cd di libreria suoni, vi dà  il vantaggio di far “suonare” da subito la vostra base musicale. (continua)

3) IL BASSO
Assieme alla base ritmica, il basso, serve a dare un “tiro” alla canzone, la linea di basso viene eseguita in base al genere musicale, può essere a cavalcata (a ottavi), tipico della dance, in levare (con una sola nota), usato nella techno, o ritmico, (seguendo la notazione). Per la timbrica potete usare i vari preset di suoni, dai moduli dei virtual synth o campioni da librerie di suoni. Il suono del basso deve avere una sua caratteristica timbrica, nella musica techno solitamente “gratta”, nella dance è robusto e ben definito, nella musica house suona ”grosso, rotondo), nei generi musicali tipo drum & bass e supportato da note basse e profonde. (continua)

4) LA MELODIA
Certamente se siete a digiuno di come costruire un disco, e non avete ancora le idee chiare allora dovete prima chiedervi cosa volete realizzare, un disco strumentale? o una canzone? se il vostro brano necessità  di una melodia, questa sarà  determinata, da parti strumentali suonate, i cosiddetti riff, (le frasi musicali, ripetute più volte in una stesura), possono sostituire la parte di ritornello di una canzone, o da una melodia creata assieme alla voce o viceversa. Il riff o una frase musicale, per essere vincente, deve essere facile e ricordata (Hoock). Per ispirarvi alla costruzione di una frase da inciso, prendete pure esempio da quello che abitualmente ascoltate e che vi “prende” di più.oppure saccheggiate l’infinito serbatoio di idee, che ò il vecchio repertorio della musica degli anni 70/80, l’abilità sta nel “girare le note”, usando solamente una parte del riff che vi piace tanto, il risultato sarà  sorprendente. (continua)

5) L’ARRANGIAMENTO
A questo punto abbiamo una solida base ritmica, dove il basso pulsa incessantemente e la voce o il riff musicale fa la parte del leone, e adesso? A questo punto bisogna vestire la canzone con l’arrangiamento, una “parolona” se usata nella musica da discoteca, ma in ogni caso è l’unico termine da usare sia esso minimale o arrangiato per parti vocali o ritmiche. Il vantaggio di lavorare su pattern musicali, e quello di permetterci di lavorare a “step” : Creando la stesura, sequenza “vestendola” nelle parti musicali più appropriate con gli parti strumentali o ritmiche più appropriate. preparando i vari stacchi (fill), inserendo effetti di synth, o ritmici¦ Non è facile descrivere e insegnare un arrangiamento musicale o ritmico di una canzone nello specifico. Nel campo musicale le regole o schemi, a volte vanno infrante. Il consiglio è di prendere come punto di riferimento un disco o un genere musicale, sperimentando però, soluzioni nuove a livello d’esecuzione e di timbrica. (continua)

6) LA STESURA
Una volta realizzati i vari pattern, siete pronti a realizzare la vostra prima stesura del disco. Per il vostro “demo” da proporre ai discografici, partite da una versione cosiddetta radio edit, la quale condenserà  solitamente in 3-4 minuti, il contenuto della vostra opera, questa servirà  a rendere subito l ‘idea di quello che avete realizzato. Questo consiglio vale soprattutto per catturare subito l’attenzione di chi ascolterà  il vostro prodotto, evitando distratte attese, prima che “succeda “ qualcosa, come nelle varie versioni extended. Una dritta importante e quella di ascoltare sempre il brano dall’inizio, cercando di creare la giusta sequenza per capire se la sequenza necessita di interventi per allungare o accorciare i vari pattern. Una volta che avete convinto e siete decisi, potete sbizzarrirvi nelle versioni che più¹ vi interessano, la club, l’extended, rispettando la metrica con giri da 8/16/24 misure. (continua)

7) IL MIXAGGIO
Adesso che avete la stesura del brano pronta sul vostro sequencer, arriva la fase più importante il mixaggio delle varie tracce musicali. Qualcuno, soprattutto nel sistema digitale può trovarsi alla fine della stesura già  con un prodotto che “suona bene” avendo già  nelle varie fasi di preparazione, monitorato i livelli e inserito i vari effetti per “colorire” i suoni. Se l’ascolto della vostra stesura musicale vi soddisfa pienamente di come suona, allora siete pronti a mixare. Realizzando poi il master finale su cd. Se invece siete pignoli, adottate il sistema tradizionale, quello di “fare” i suoni. In cosa consiste? innanzitutto chiudete tutte le tracce del mixer audio, iniziate ad aprirne una alla volta per dare il giusto effetto e livello di uscita delle varie tracce, iniziando dalla parte ritmica con groove e basso cominciate ad aprire le tracce di voce e dei strumenti d’appoggio, dare i giusti effetti con i processi. Ricordate di salvare sempre tutte le impostazioni, per evitare di perdere ore di lavoro per un blocco del vostro computer. Registrate il vostro brano su un cd, e adesso la prova della verità , come suona? questo è il primo prodotto realizzato? Allora sicuramente non avrete ancora paragonato ed equilibrato l’ascolto dei vostri monitor. Avete la possibilità  di testare il master in discoteca? tanto meglio un ascolto ad alto volume, v’indicherà  le correzioni da approntare. (continua)


 TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI. E’ VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE SALVO AUTORIZZAZIONE DI THE ART OF DJING.
versione stampabile

[ archivio editoriali ]
 
 
 
 
© 2002 DJing - All Rights Reserved