HOME STUDIO (1)
[ 19/06/2004 ]


HOME STUDIO (1)




Svelati i trucchi del DJ!

Nelle svariate interviste e articoli che ho avuto modo di leggere per documentarmi su come vari dj e giornalisti spiegano e rivelano alcuni trucchi su questa professione, ho scoperto che “non esistono trucchi”. Forse segreti del mestiere. Che fondamentalmente sono delle tecniche, in parte conosciute, che si tramandano, da un dj all’altro, o acquisite con impegno a fianco di persone già esperte. I segreti, spesso sono solo domande di cui non si trova risposta, o non si vuole rispondere. Forse questo è uno dei motivi che mi hanno spinto a coordinare questo progetto, un corso on-line su uno degli aspetti più affascinanti della professione del dj, Il Remixing. Certamente ognuno, sia un dj dilettante o un professionista o semplice appassionato, troverà delle risposte o delle conferme su percorsi o metodologie di lavoro. Troverete suggerimenti che vi faranno riflettere e stimolare sicuramente la vostra curiosità. Sono convinto che non si finisca mai d'imparare (incluso il sottoscritto), specialmente in questo lavoro che muta velocemente come la musica che suoniamo e produciamo.
Il dj è una persona che trasmette emozioni attraverso la musica, non solo suonandola ma creandola egli stesso, ponendosi a volte al livello delle maggiori rockstar.

Questo nostro percorso non pretende d’insegnare niente a nessuno. Non si può sostituire la spiegazione teorica pratica, diretta. Ma certamente l'esperienza e un nostro innato DNA per questa professione possono aiutare, non illudere a seguire questa professione. Questo corso on–line deve mantenere quello che è lo spirito della nostra professione, giocare con la musica.
Piero Fidelfatti. (The Art of Djing)



LO STUDIO DI REGISTRAZIONE (1)

L’ambiente da navicella spaziale, porte pressurizzate, ambienti asettici, banchi regia pieni di comandi e slider, nastri Ampex a bobina dominano gli scaffali dello studio, un rack carico di effetti e numerose tastiere aspettavano solo di essere suonate, due monitor colossali pronti a sparare 110 db di musica, al di là del doppio vetro il microfono Neumann domina maestoso la sala per la registrazione vocale, il fonico al posto di comando. Tutto è pronto… oggi facciamo una Hit.

IN THE BEGINNING…
I vari sistemi di registrazione musicale degli anni ‘70/80 erano basati sul sistema analogico multitraccia utilizzando registratori a più piste da 8/16/24 rispettivamente su nastri da ¼,1/2 e 2 pollici. Le case produttrici più famose erano STUDER, MCI-SONY, LYREK, SOUNDCRAFT, OTARI, AMPEX. Per la miscelazione o “missaggio” delle tracce registrate sul nastro magnetico, era indispensabile un mixer o una consolle multicanale i più usati: NEVE, SOLID STATE LOGIC, MCI-SONY, SOUNDCRAFT, AMEK, HALLEN & HEAT, TASCAM.
In Italia gli studi di registrazione cominciarono a specializzarsi con l’ausilio delle nuove tecnologie agli inizi degli anni ’80. Per adeguarsi alla massiccia richiesta da parte di produttori, musicisti e dj, per avere a disposizione studi attrezzati per la registrazione di musica dance. I studi di registrazione dove uscivano i dischi più importanti di quel periodo erano Il Rimini Studio Record di Mario Flores, il Sandy’s Recording studio di Sandy Dian, il Baby Studio e Regson Studio a Milano e altri ancora.

DJ vs RECORDING STUDIO

In quel periodo il dj non era visto di buon occhio dal fonico, faceva mille domande, chiedeva l’effetto di riverbero sul rullante come quel disco che andava per la maggiore, ogni tanto interrompeva la registrazione per fare ascoltare un disco per indirizzare la sonorità… tempestava di richieste il fonico chiedendo la cassa e il basso più alto… la voce con più effetto, chiedeva quella particolare timbrica dei synth… sentita nei dischi che andavano per la maggiore… La vita di studio di quegli anni era cosi, un team di lavoro tra musicisti e dj e il fonico che pazientemente dirigeva il tutto.

Aneddoto. Il Disc jockey(pf) voleva inserire nella registrazione una voce in ripetizione, hey hey hey girl hey girl hey girl (*) con l’inserimento di uno scratch iniziale, panico in studio i musicisti allibiti il fonico in difficoltà in quei anni non esistevano ancora i campionatori e i multieffetto avevano solo un secondo di campionamento, brillante intuizione del DJ, riversò la parte vocale sul Revox a due tracce e comincio a scorrere manualmente il nastro su e giù (tecnica usata per cercare il punto di taglio del nastro, oggi denominata cueing) creando l’effetto desiderato (scratch) riversandolo poi sul 24 piste, il musicista disse stupito! (cos’è sta roba qua!) dopo 6 mesi il disco realizzo un milione di copie vendute in tutto il mondo.
(*Video –Somebody-1984)

Questo per dimostrare che la figura del dj ieri come oggi, ha in studio di registrazione, un ruolo insostituibile, conoscendo le sonorità, migliorando le stesure e ritmiche dei brani, testando in prima persona la ”pista” con il prodotto realizzato.

Il dj, allora, pagava di tasca propria lo studio di registrazione. Nei primi anni ’80, la tariffa oraria variava dalle 60/90mila, delle vecchie lire. Poi con l’avvento dl sistema MIDI, i campionatori, e il primo computer economico dedicato alla musica, l’ATARI. Il dj cominciò ad attrezzarsi in casa con il suo Home studio, riuscendo a realizzare delle stesure musicali, a lavorare sulle idee e campioni, prima di entrare in studio, risparmiando cosi tempo e soprattutto denaro, investendolo sull’acquisto dei primi campionatori come l’Akay S900 o in tastiere tipo Roland Jx 3/8p…


Storicamente, i primi e più importanti promotori del successo dei dischi da discoteca degli anni 70’ erano i tecnici di studio addetti al mixaggio o alla masterizzazione dei dischi (Tom Moulton, Herb Power) nel corso degli anni la differenza fu nel sound proposto dai dj Americani e dall’intuizione e uso di strumenti che suonavano da “House” in America e da Dance in Italia. La Roland TR 909 la batteria elettronica più usata dai DJ americani, ebbe da subito in impatto fondamentale per la sua particolare timbrica. (la TR 909 “sta” alla musica House, come il “rosso” Valentino alla moda) In Italia ebbe inizialmente più successo la TR 808, drum machine della Roland, assieme alla ”Linn”, altra batteria elettronica molto costosa, ma presente in tutti gli studi di registrazione Italiani. Il Bassline Roland TB 303 quando uscì in Italia fu considerato un giocattolo alla stregua delle tastierine della Casio, oggi si è disposti a pagarlo nel mercato dell’usato sino a mille euro.

(Oggi questi strumenti o meglio i loro suoni sono degli standard nella produzione musicale, disponibili nelle librerie di suoni Magix Soundpool o all’interno dei beat box e virtual synth)

HOME STUDIO (2)

L’EVOLUZIONE

Con gli anni ’90, dall’avvento dei campionatori e poi dell’Hard Disk Recording c’è stata un’evoluzione continua nella registrazione digitale. Oggi con il Sistema Integrato ottenibile con il PC non servono più registratori multitraccia, mixer e outboards vari. (Lo studio di registrazione standard (ndr) rimane ad uso esclusivamente dei grossi artisti di musica Italiana, Pop, Rock). La continua evoluzione della tecnologia e il ruolo del dj, nel panorama mondiale nella discografia, ha riscritto un po’ i canoni e ruoli di lavoro. I dj oggi hanno un proprio Home studio. Gestiscono autonomamente le proprie idee, creando in studio la parte che più gli è consona, creare ritmiche, groove, parti suonate di linee di basso o riff, creando e sperimentando i propri Skills, integrando con il musicista l’arrangiamento completo e armonico della produzione. Un software audio Magix e buone idee possono trasformare la vostra camera in uno studio di registrazione completo


HARDWARE/SOFTWARE

COMPUTER: un PC Lap Top o con case dell’ultima generazione è l’ideale, ma consigliarvi oggi un modello o marca, sarebbe già superato, visto il giornaliero aggiornarsi della tecnologia e l’avvicendarsi di numerose offerte che potete trovare sul mercato. Molto importante è la scelta della scheda audio per avere dei risultati professionali con il trattamento dell’audio digitale. In ogni caso il mercato offre delle ottime schede audio a prezzi contenuti, migliore è la scheda e maggiore sarà la dinamica e la qualità audio. La scelta di un processore di ultima generazione vi permetterà di velocizzare tutte le operazioni.


SOFTWARE: sono i programmi che vi permettono di gestire totalmente tutte le operazioni d’acquisizione e trattamento del segnale audio.


HOME STUDIO - SET-UP

(continua)

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